Candelora: la Festa della Presentazione del Signore

La Madonna Candelora,
dell’inverno semo fora;
ma se piove o tira vento
dell’inverno semo drento.

Qui piove e tira vento, quindi mi pare chiaro che l’inverno non è finito. Vale solo per noi, tuttavia: ieri ho scoperto che nell’Inghilterra antica si diceva esattamente il contrario!

If Candlemas Day be fair and bright,
Winter will have another flight;
But if it be dark with clouds and rain,
Winter is gone, and will not come again.

(Se il giorno delle candele sarà chiaro e luminoso, l’inverno proseguirà; ma se fosse scuro, con nubi e pioggia, l’inverno sarà finito e non tornerà più.)

 In inglese Candlemas è ciò che in italiano è Candelora, la festa delle candele: oggi all’inizio della Messa si si benedicono le candele, perché la liturgia ricorda il giorno in cui Gesù fu presentato al Tempio, in obbedienza alla legge ebraica, e l’anziano Simeone lo riconobbe come il Messia che attendeva, «luce per illuminare le genti» (Lc 2,22-40).

Candelora
[lat. mediev. festum Candelarum ‘festa delle candele’; 1243]
s. f.
* Festa della Purificazione della Madonna che ricorre il 2 febbraio, nella quale si benedicono le candele.

Lo Zingarelli parla della Purificazione – un altro obbligo della legge ebraica – perché per molti secoli quella è stata la festa principale.

La purificazione delle madri e la presentazione dei figli primogeniti avvenivano entrambe quaranta giorni dopo la nascita. La festa in realtà nacque in Oriente nel VI secolo circa ed era inizialmente dedicata a san Simeone e alla Presentazione. Più tardi venne importata a Roma e dovette prendere la data del 2 febbraio appunto perché a quella data sono passati 40 giorni dal Natale, che a Roma era già fissato al 25 dicembre.

Poiché in febbraio i Romani celebravano una festa di purificazione, e in quegli anni avevano anche un bel po’ di guai con i barbari, il Papa di allora congiunse le due cose – probabilmente la logica fu qualcosa del tipo “i guai con i barbari sono una punizione perché il popolo erra lontano dal Signore, quindi bisogna che ridiventiamo puri” – e l’accento fu posto sulla purificazione.

(L’idea che la Chiesa scegliesse sistematicamente le date per soppiantare i vecchi culti e, diciamo, attestarsi sul territorio è un’idea moderna. Anticamente, le nuove feste soppiantavano le vecchie perché Cristo è il compimento di tutto ciò che è nell’uomo, incluso ciò che si manifesta attraverso i culti non cristiani. Ma questo non era fatto sistematicamente nel senso di un progetto da portare avanti: a volte accadeva per una coincidenza di date, come nel caso della Candelora a Roma; altre volte, era una scelta dovuta a ragioni contingenti, come fu per la festa dei Santi e dei Defunti posta a novembre anziché a febbraio. Il motivo comunque era la coscienza che Cristo compie tutto, non era l’autoaffermazione: quello lo hanno fatto i comunisti in Russia, perché è appunto una teoria moderna e credo che nessuno ci avrebbe pensato prima dell’Ottocento.)

Con la riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II, la festa è stata riportata al suo significato originale, che è anche il più importante: Maria che presenta Gesù al Signore e Simeone che lo riconosce. Va però detto che, nel catechismo preconciliare, le due memorie andavano insieme.

Torniamo al tempo. Noi quaggiù al Sud diciamo che, se per Candelora c’è brutto tempo, l’inverno è destinato a proseguire; gli inglesi lassù al Nord dicevano che l’inverno sarebbe proseguito se il giorno fosse stato chiaro e luminoso, mentre pioggia e vento erano segno che l’inverno era finito. Misteri del rapporto tra contadini, latitudini e condizioni meteo!

Però la cosa più misteriosa è un’altra: noi cattolici siamo sempre stati accusati di essere superstiziosi ecc. ecc.; ma in America oggi, per sapere se l’inverno va o resta, vanno a guardare come si comporta una marmotta; e lo dicono pure in televisione.

Il mistero non è che lo facciano: si tratta di una tradizione graziosa, non importa se più o meno antica  – per gli Stati Uniti le tradizioni antiche risalgono alla prima grande diffusione della stampa, a metà circa dell’Ottocento; a volte riprendono anche tradizioni veramente antiche, importate dall’Europa; altre volte sono invenzioni pittoresche – e le tradizioni contribuiscono a costruire l’identità di un popolo, quindi è abbastanza normale che vengano seguite finché sono riconosciute come parte fondamentale della propria identità.

Il mistero vero, secondo me, è come mai in tanti si ostinino a non riconoscere che, dentro di noi, sappiamo di essere legati a qualcosa che viene prima di noi ed è eterno. E ne abbiamo nostalgia.

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Per altre notizie sulla Candelora

Alfredo Cattabiani, Calendario. Le feste, i miti, le leggende e i riti dell’anno (in vendita è l’edizione Oscar Mondadori; io possiedo l’edizione Rusconi del 1988)

Wikipedia: altri modi di dire legati alla Candelora  (ce n’è più di uno, anche se io conoscevo solo quello del tempo)

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