“” (virgolette)

“” “” “” “”“” “” “” “”


A settembre più o meno tutti tornano al lavoro. Questa settimana, tre clienti mi hanno chiesto di correggere i loro scritti.

Un mare di “”.

Non lo avevo mai notato, forse perché non avevo mai lavorato per tre persone diverse nella stessa settimana.

“”, “”, “”. In testi non divulgativi.

Una volta per indicare che la parola usata era approssimativa, colloquiale, non del tutto adeguata al significato da esprimere, si scriveva ‘per così dire’. Le “” sostituiscono questa formula, fanno risparmiare tempo e inchiostro e questo è ottimo.

Ma…

Come sarebbe un testo o un discorso in cui ogni tre frasi ci fosse un ‘per così dire’? Fastidioso? Irritante? Noioso? Si avrebbe forse l’impressione che chi scrive o parla non sappia quello che può o deve dire?

Anche in questo, comunque, le “” fanno risparmiare tempo.

Grazie alle “”, non occorre leggere per avere quell’impressione.

Basta guardare.

Trovare le parole non è facile. Per me è forse più facile che per altri ma richiede comunque fatica. Io capisco la fatica di trovare le parole.

Se però uno scrive per lavoro, quella fatica fa parte del suo compito. Sottrarsi alla fatica del proprio compito è come barare con la propria vita.

(Causa la sovraesposizione, non ho usato “” nemmeno per indicare il modo di dire.)

“” “” “” “”“” “” “” “”

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