Passivo

Se le parole danno foma ai pensieri, forse usare i verbi in forma passiva ci trasforma in persone che pensano passivamente e schivano le responsabilità.

In effetti, leggendo certi testi, mi chiedo chi ha fatto che cosa. Il passivo è una forma ottima per non dire chi fa che cosa.

Col rischio di darsi la zappa sui piedi, quando si parla delle proprie ricerche e conclusioni. Sembra scientifico, parlare al passivo: “i dati sono stati raccolti dal 2001 al 2007”.

Ma, lessi una volta sul sito di Sergio Pistoi, Divulgazione Scientifica.it, avete mai sentito l’idraulico dire “è stato cambiato il tubo di scarico”?

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3 commenti

  1. Ti leggo da un po’ ma non avevo mai commentato.

    La riflessione che fai è interessante e nel giusto e coincide con i dati che io ho… che sono stati da me riscontrati. Loro, dico i dati, praticamente hanno fatto tutto da soli. Perciò se c’è qualcosa di sbagliato, prendetevela con i dati, non con me.
    ;-)

    • noradlf said

      Ciao, Claudio! (Ogni volta che guardo Battlestar Galactica penso alla tua recensione).

      Chi scrive così non se ne rende conto, sai?
      Le persone che conosco io sono sinceramente convinte che parlare così sia più scientifico.

      Immagino che c’entri qualcosa l’idea che per essere scienziati (o economisti, nel mio caso) bisogna essere neutrali rispetto all’oggetto.

      Tuttavia l’impressione sottile (anche inconscia) che uno ne ricava è che nessuno è responsabile di niente.
      E se nessuno è mai responsabile di niente, questo è vero anche di fronte alla vita => passività.

  2. Ah, Battlestar… ho pronto un altro post sulla serie adesso che si è (splendidamente) conclusa, aspetto solo che esca il film finale The Plan a novembre!

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