Dialogo

diàlogo

dallo Zanichelli 2008

[vc. dotta, lat. dialogu(m), dal gr. diálogos ‘discorso (lógos) tra (diá) persone’; av. 1304]

s. m. (pl. -ghi o †-gi; solo sing. nel sign. 2)

1 Discorso fra due o più persone: ascoltare, riferire un dialogo; avere un dialogo con qlcu.; prendere parte a un dialogo; udì alcune battute del dialogo | Recitazione a battute alterne di un testo drammatico | (spec. al pl.) Insieme delle battute di un testo cinematografico.

2 (est.) Confronto basato sulla disponibilità al chiarimento, all’intesa: dialogo tra forze politiche diverse | Atteggiamento di reciproca comprensione basata sul desiderio di capire e di farsi capire: il dialogo fra genitori e figli; fra noi non c’è più dialogo | (fig.) Dialogo fra sordi, rapporto, confronto in cui nessuna delle due parti intende ascoltare le ragioni dell’altra.

[I significati 3 e 4 non fanno al caso mio]

*

L’altro è essenziale perché la mia esistenza si sviluppi,
perché quello che io sono sia dinamismo e vita.

Dialogo è questo rapporto con l’«altro», chiunque o comunque sia.
(L. Giussani, Il rischio educativo, Rizzoli, Milano, 2005)

*

“… dialogo, parola malata e ambigua…” (P. Bersani, TG1 delle 20,00, sabato 7 novembre 2009)

.

Possono le parole essere malate e ambigue? Non sarà invece l’uso illegittimo che se ne fa? Uso illegittimo che, nel caso di ‘dialogo’ è caratteristico della parte di Bersani, per giunta.

Davvero grottesco.

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