Comune o comunitaria?

17 novembre 2009

Common Agricultural Policy (CAP)
Politique Agricole Commune (PAC)
Gemeinsame Agrarpolitik (GAP)
Política agrícola común (PAC)
Gemeenschappelijk landbouwbeleid (GLB)
Política Agrícola Comum (PAC)

Potrei sciorinare tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea ma non lo farò.

Ma… in italiano come si dice? In italiano la politica agricola è comune o comunitaria?

La politica agricola europea è comune. Così è nata e così è ancora, dopo sessant’anni. Non è detto che domani non cambi ma per adesso è ancora così.

In Italia tuttavia da qualche anno la dicono comunitaria. Non è che lo facciano i “non addetti ai lavori”, anche perché i NAAL di Pac non parlano se non per dire fesserie tipo la mucca europea che prende i soldi che in Africa bastano per vivere un anno eccetera. Va be’, sarebbe troppo lungo. Un’altra volta.

Insomma, economisti e politici agrari anche di alto livello dicono “politica agricola comunitaria” anziché “comune” – e lo insegnano ai loro allievi.

Ieri mattina assistevo ad un incontro sul bilancio comunitario e ho capito perché è sbagliato sostituire un aggettivo con un altro.

Qualcosa che è “comune” appartiene a me e a te: io mi preoccupo del tuo bene e tu del mio perché in comune abbiamo, che so, il desiderio di essere felici, di costruire qualcosa di bello e buono, di vivere con dignità o che i rapporti tra le persone siano giusti.

Se la politica agricola è comune quello che facciamo lo facciamo insieme per raggiungere insieme un certo punto. E’ come salire in montagna in più persone: tutti abbiamo lo stesso obiettivo da raggiungere, si sale insieme, ci si aiuta. Io voglio arrivare in cima insieme a te, non da solo.

Se la politica agricola è comunitaria, vuol dire che è della Comunità, non mia e tua. Non è un caso che noi traduciamo con “comunitario” ciò che gli inglesi indicano con Community, oppure con EU, posti prima del sostantivo, vale a dire usati come apposizione*. Allora se è della Comunità, il soggetto è la Comunità, non sono fatti miei. Lo saranno se la mia appartenenza alla Comunità è forte e consapevole, altrimenti no.

A mio parere, questo scambio di aggettivi è avvenuto perché l’Italia è poco affezionata all’Unione europea – un po’ a torto, un po’ a ragione, ma questo è un altro discorso davvero troppo lungo e non dico altro.

A costo di ripetermi come i vecchi dirò invece che le parole danno forma al pensiero. Se all’Università i ragazzi imparano a pensare “comunitaria” come ci si può aspettare che poi vivano pensando “comune”?

.

* I francesi usano communautaire, gli spagnoli comunitario oppure de la UE, giusto per saperlo.


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2 commenti

  1. Carlo said

    Cara Umberta,

    hai perfettamente ragione. Di fondo c’è un atteggiamento “passivo” verso la politica agricola e tutte le altre imprese comuni, che – in questo caso – ben si sposa con la scarsa dimestichezza che molti miei colleghi hanno con la lingua.

    Hai notato, per esempio, quante volte parlano dei metodi usati nelle loro ricerche come di “metodologia”?

    Un caro saluto.
    Carlo

    • noradlf said

      Grazie.
      Sì, la coppia metodo/metodologia è anche più diffusa di questa, perché è usata anche in altri settori.
      In economia e politica agricola, comunque, la mia bestia nera rimane lo scambio bisogno/fabbisogno.
      A presto,
      Umberta

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