Responsabilità

responsabilità o †risponsabilità
[fr. responsabilité, dall’ingl. responsability, da responsible ‘responsabile’; 1760]
s. f.
1 Il fatto di essere responsabile | Onere giuridico o morale derivante da atti propri o altrui: assumersi le proprie responsabilità; fare qlco. sotto la propria responsabilità; responsabilità civile, morale; declinare ogni responsabilità.
2 Consapevolezza delle proprie azioni e delle conseguenze che ne derivano: dimostrare (senso di) responsabilità.

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Chi usa le parole ne è sempre responsabile nel senso 2. Il problema è che i più non sembrano averlo capito (alcuni invece non si capisce bene se l’hanno capito e ci marciano oppure no).

Da questo derivano atti come quello di ieri sera contro il Presidente del Consiglio.

Chi è l’autore? Un “folle”, come ha scritto qualcuno? Questo è un altro esempio di non-responsabilità, perché uno che è in cura non è necessariamente un folle, così come non lo è necessariamente chi fa un’azione stupida.

Usare le parole senza responsabilità ha l’effetto di influire negativamente sulle menti deboli. Se uno sente ripetere per un certo tempo” eh, quello, bisognerebbe spaccargli la testa!” e non ha un cervello abbastanza formato da capire che spaccare la testa alla gente non è il miglior modo di vivere, che cosa può accadere? Può accadere che a un certo punto, per motivi che non si sapranno mai, salta su e va a spaccar la testa a “quello”.

La folla che fa? Lo vuole linciare. E’ tanto diversa, questa folla, dall’aggressore? Io dico di no. Eppure si tratta di brava gente, quelli che salutiamo ogni mattina quando portiamo i figli all’asilo.

Già, i figli. I bambini non hanno il “cervello abbastanza formato” da saper discernere tra un’azione buona e una meno buona; lo imparano dagli adulti. Che effetto può fare la sovraesposizione a certi tipi di linguaggio e di espressione, certo modo di parlare dei rapporti nella politica, nel lavoro, nelle relazioni interpersonali?

Qualcuno se lo chiede (per esempio Claudio Risé) ma, insomma, sarebbe ora che ce lo chiedessimo tutti perché l’educazione è una responsabilità di ciascuno. Ugualmente la civiltà, la società, l’armonia e la crescita di un Paese.

San Pietro raccomanda ai cristiani di portare le proprie ragioni “con dolcezza e rispetto” (prima lettera): mi pare un buon consiglio per tutti. Ci vuole un po’ di fatica per imparare a farlo, un po’ di volontà e qualcuno che abbia lo stesso desiderio – perché insieme ci si aiuta nel lavoro – ma ci si riesce.

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