Io sono un’imprenditrice?

Sembra una domanda esistenziale, invece è un quesito economico e anche linguistico. Me lo pongo un po’ per curiosità un po’ perché, leggendo vari articoli, tra cui il blog di Dario Di Vico Generazione Pro Pro, mi par di capire che la faccenda non sia poi tanto chiara.

Qualche giorno fa mi chiedevo perché un libero professionista generalmente non sia considerato un imprenditore. Nell’attività professionale sono presenti tutti i fattori della produzione: capitali, lavoro, rischio.

Un professionista rischia; lavora e spesso fa lavorare altri; capitali deve averne, magari minimi. Scambio di beni (servizi, in questo caso) e produzione di ricchezza ci sono. Diciamo che un professionista è sul mercato, visto che i clienti se li deve andare a cercare e ha dei concorrenti in questo.

Allora perché non è un imprenditore? per il tipo di lavoro? il tipo di rapporto con il cliente? il fatto che sia il lavoro di un singolo? altro?

Non lo so ancora. L’ho chiesto a un amico economista, che però non ha avuto tempo di rispondermi. Sospetto che c’entrino qualcosa il codice civile e il diritto del lavoro ma in effetti non lo so.

Aggiornamento: ho scoperto, però, che altrove la pensano più o meno come me. L’ho scoperto da un accenno qui.

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