-rità o -rietà?

I sostantivi che terminano con -rità o -rietà derivano da aggettivi ed esiste una regola per la loro formazione e corretta scrittura:

– se l’aggettivo termina con -rio/-ria il sostantivo termina con -rietà: contrario, contrarietà; serio, serietà

– se l’aggettivo termina con -re oppure -ro/ra il sostantivo termina con -rità: elementare, elementarità; severo, severità.

Scrivere -rietà al posto di -rità o viceversa non è corretto, anche se molti lo fanno perché -rietà, per qualche motivo, “suona meglio” (elementarietà è un caso frequente). O magari è a causa delle eccezioni, come solidale, solidarietà.

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4 commenti

  1. http://www.corriere.it/cronache/09_dicembre_22/orbetello-concorso-tutti-bocciati-gasperetti_71abd676-eeda-11de-82de-00144f02aabc.shtml

    Che vergogna, eh?

    A parte queste tristezze, auguro un felice e santo Natale a te ed ai tuoi cari!

    • noradlf said

      Ohibò!
      E io che non pensavo i giurisprudenti avessero bisogno del mio aiuto…
      Buon Natale anche a te.

  2. Soprattutto i giurisprudenti, temo. Non hai idea (o forse ce l’hai!) delle cose da arricciare i capelli che mi è capitato di leggere nelle citazioni, nei verbali, finanche nelle sentenze…

    • noradlf said

      No, non ne avevo idea e questo è quasi più grave.
      Nella “cosa pubblica” ormai mi sembra diffusa l’idea “ciò che è di tutti in realtà non è mio, perciò che m’importa se viene bene o no?”. Non dico che la pensino tutti così, solo che l’idea mi appare diffusa. Anche nelle leggi, nostre o tradotte (io leggevo soprattutto normativa europea), a volte ho incontrato robe inaccettabili.
      Ma nella propria professione… Foss’anche solo per orgoglio, come si può trascurare la bellezza e la correttezza di ciò che si fa? Ma forse quello che manca è proprio il sentimento della bellezza del proprio lavoro e di come sia opportuno fare una cosa in un modo anziché in un altro.

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