Traduttori e tradimenti – Un esempio di riscrittura

Colgo l’occasione che mi offre questo post sul blog di Dario Di Vico per mostrare un esempio di riscrittura.

Non lo faccio in spregio agli autori, ma al contrario per simpatia verso di loro. Molti traduttori hanno dei gran difetti ma questo non può essere un alibi per negare le ragioni di tutti. Solo che le ragioni bisogna saper farle valere. Il mondo è pieno di imbecilli che non ascoltano, come dimostrano certi commenti al post: cerchiamo almeno di render loro la vita difficile.

Testo originale

Onorevole Ministra Brambilla,
Siamo un gruppo di traduttori e interpreti professionisti. Leggiamo in data 08.02.2010 sul portale internazionale di traduzione ProZ il seguente annuncio:

Gentili Traduttori

stiamo ricercano nuovi collaboratori da inserire in un progetto di traduzione del ministero del turismo. L’ente ci sta inviando e ci invierà per tutto il 2010 materiale del sito http://www.italia.it da tradurre in inglese, francese, tedesco e spagnolo. La “cartella” dettata dal ministero è di 2600 caratteri (??) e il prezzo è di 9 euro lordi con pagamento a 90 giorni (sono sempre condizioni del ministero). E’ un prezzo molto basso ma si deve pensare alla quantità e alla continuità del lavoro. Se siete interessati al lavoro potete contattarmi via mail, telefono o skype. Abbiamo già dei file da assegnare da tradurre con una certa urgenza. Grazie della collaborazione. Cordiali saluti.

L’annuncio risulta inserito dall’agenzia [OMISSIS].

Gradiremmo sapere, in quanto membri di una categoria consistente di liberi professionisti che operano nel settore linguistico, se quanto indicato nell’annuncio in merito a tariffe e condizioni di pagamento “dettate dal Ministero” corrisponde a verità. Un traduttore professionista che faccia bene il suo mestiere traduce fino a un massimo di 10-12 cartelle da 1500 caratteri al giorno, equivalenti a circa 6-7 cartelle da 2600 caratteri.

Quella proposta corrisponde, quindi, a una tariffa massima di 54-63 euro lordi al giorno, pari in media a 25-30 euro al netto di contributi previdenziali e imposte. In altre parole, 9 euro lordi a cartella da 2600 caratteri corrispondono, a parità di potere d’acquisto, alla paga giornaliera di un operaio in uno sweatshop indonesiano.

Una tariffa minima congrua allo sforzo e alla qualità richiesta dovrebbe essere di gran lunga più elevata. Quello proposto è, per farla breve, un compenso assolutamente inaccettabile e mortificante per la nostra già bistrattata professione. Se le tariffe che offre il Ministero ai suoi traduttori sono queste, non meraviglia che il sito Italia.it sia pieno di strafalcioni grossolani e imbarazzanti, che danno una pessima immagine del nostro Paese nel mondo.

Ci chiediamo se l’immagine dell’Italia all’estero e la valorizzazione delle sue risorse umane non valgano forse un investimento più allineato con il tipo di servizio richiesto e il suo campo di applicazione.

Analisi del testo

Si capisce abbastanza chiaramente che questo testo è scritto da persone esasperate: lo indica l’esordio “Gradiremmo sapere”, lo confermano l’esempio infelice e ingenuo scelto (l’operaio indonesiano) e la chiusura, oltre al tono generale della lettera.

C’è anche un po’ di frustrazione, rivelata dall’inciso “in quanto membri di una categoria ecc.” prima ancora che sia detta esplicitamente (“la nostra già bistrattata professione”).

L’esasperazione e la frustrazione non sono mai buone compagne quando si scrive, nemmeno ai propri cari, figuriamoci ad un ministro.

Testo riscritto

Onorevole Ministra Brambilla,
Siamo un gruppo di traduttori e interpreti professionisti. Leggiamo in data 08.02.2010 sul portale internazionale di traduzione ProZ il seguente annuncio:

Gentili Traduttori

stiamo ricercano nuovi collaboratori da inserire in un progetto di traduzione del ministero del turismo. L’ente ci sta inviando e ci invierà per tutto il 2010 materiale del sito http://www.italia.it da tradurre in inglese, francese, tedesco e spagnolo. La “cartella” dettata dal ministero è di 2600 caratteri (??) e il prezzo è di 9 euro lordi con pagamento a 90 giorni (sono sempre condizioni del ministero). E’ un prezzo molto basso ma si deve pensare alla quantità e alla continuità del lavoro. Se siete interessati al lavoro potete contattarmi via mail, telefono o skype. Abbiamo già dei file da assegnare da tradurre con una certa urgenza. Grazie della collaborazione. Cordiali saluti.

L’annuncio risulta inserito dall’agenzia [OMISSIS].

(La prima parte è invariata, anche se io avrei scritto omissis come di solito. A parte le considerazioni d’uso, sul web scrivere in maiuscole è maleducato, perché equivale a gridare.)

Se è vero che le condizioni di pagamento sono dettate dal ministero, dobbiamo farLe notare che questo è inaccettabile sia per la nostra professione sia per lo scopo stesso del progetto.

Nella nostra libera professione, esistono alcune prassi comuni nate dalle caratteristiche oggettive del lavoro:

§ un traduttore professionista che faccia bene il suo mestiere traduce verso la propria lingua madre (o le proprie, se ne ha più di una), mai verso altre lingue;

§ un traduttore professionista che faccia bene il suo mestiere traduce fino a un massimo di 10-12 cartelle da 1500 caratteri al giorno, equivalenti a circa 6-7 cartelle da 2600 caratteri;

§ l’unità di misura comune del lavoro di traduzione è la cartella da 1500 caratteri calcolati sul testo di arrivo.

(… o quello che è. Il criterio con cui individuare la cartella va esposto: mi sembra che per i traduttori siano il testo di arrivo e 1500 caratteri da conteggiare senza gli spazi – se gli spazi sono compresi, si parla di battute. Ad ogni modo, nessuno è costretto a sapere come funziona il lavoro altrui: per questo bisogna spiegarlo.)

Non ci sembra accettabile che il ministero voglia servirsi, per presentare al mondo il nostro Paese, di traduttori che non facciano bene il loro mestiere. Proseguiremo perciò illustrandoLe che cosa ci pare grave nell’annuncio riportato.

Quella proposta dimostra scarsa serietà da parte di chi l’ha redatta perché non considera nessuna prassi del settore: e non si tratta di segreti professionali, basterebbe farsi un giro in internet. Questo significa che chiunque l’abbia redatta non ha alcuna reale conoscenza del lavoro di traduzione, nemmeno dal solo punto di vista economico, oppure che sta cercando di approfittare di una situazione difficile per i traduttori come per chiunque altro. Da parte di un ministero, ci parrebbe iniquo.

L’offerta di 9 euro lordi per 2600 caratteri corrisponde, se rapportata alla prassi del nostro settore, ad una tariffa massima di 54-63 euro lordi al giorno, pari in media a 25-30 euro al netto di contributi previdenziali e imposte. In altre parole, 9 euro lordi a cartella da 2600 caratteri corrispondono, a parità di potere d’acquisto, a … . E questo ci pare iniquo da parte di chiunque.

(Scegliere un esempio italiano, tipo “un terzo della paga di un operaio” o chiunque altro faccia un lavoro di responsabilità completamente diversa. Ci sarà sempre chi si metterà a far paragoni e chi la prenderà male, non è questo il problema: il problema è che l’esempio portato nel testo è poco efficace e molto antipatico – da esasperati, appunto.)

Il lavoro di traduzione porta con sè un certo tipo di responsabilità e chiede al traduttore un certo tipo di competenze e di impegno. Il prezzo deve essere commisurato a questi fattori e anche alla complessità del testo, perciò non ci metteremo a parlare qui di tariffe minime: è però evidente che i termini proposti ci mortificano come professionisti e non considerano quella che è la realtà del lavoro di traduzione.

Abbiamo visitato il sito Italia.it: è pieno di errori grossolani e di testi chiaramente redatti da persone che non conoscono bene la lingua in cui scrivono. A questo punto, cominciamo a sospettarne il motivo.

Pagando poco e non rispettando la realtà, si ottiene un lavoro scadente. E’ questo che vogliamo mostrare al mondo? Forse l’immagine dell’Italia e della sua gente valgono qualcosa di più.

Speriamo che la Sua risposta ci chiarisca che l’offerta è soltanto il frutto di un’agenzia poco scrupolosa e non un esempio di reale amministrazione della cosa pubblica.

Cordiali saluti

.

Testo originario: 363 parole, 2.018 caratteri (senza spazi, cioè), 2.373 battute (caratteri+spazi)

Testo riscritto (non definitivo): 615 parole, 3.249 caratteri, 3.857 battute.

Il testo riscritto è più lungo del 50-60% e molto più centrato sulla descrizione del lavoro di traduzione che sull’accusa dell’iniquità – ma parla appunto di iniquità e di lavoro scadente. A mio avviso, non era il momento di “farla breve”, come è scritto nella lettera: era proprio il momento di farla un po’ più lunga.

Aggiornamento dallo stesso blog: 
AI TRADUTTORI – Il sostegno di Giuseppe Culicchia

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4 commenti

  1. Grazie, effettivamente la lettera così è molto più efficace. A nostra “discolpa” posso dire soltanto che abbiamo agito sull’onda dell’indignazione e con l’obiettivo di andare online nel più breve tempo possibile dalla pubblicazione dell’annuncio; da qui il testo forse non proprio felice. Ma a giudicare dalla risposta giunta oggi da Giuseppe Culicchia, penso che abbiamo raggiunto in parte lo scopo che ci eravamo proposti.
    Grazie comunque per questi utilissimi spunti di riflessione.

    • noradlf said

      Grazie a te, Adele.
      In bocca al lupo e se posso aiutarvi in qualche modo, ti prego di farmelo sapere.
      Umberta

  2. inaccettabile.

    • noradlf said

      Credo che ci sia un appello da firmare ma non so dove.
      Se vai sul sito di Adele (primo commento), penso che lei te lo possa dire.
      O ti riferivi alla mia riscrittura? O_o

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