Copy editing: che cos’è, com’è… e perché in inglese?

Copy editor, ghostwriter. Perché mai il titolo del blog è “initaliano” se poi mi definisco in inglese? Semplice: perché in italiano non ho trovato una traduzione adeguata.

Di ghostwriter veramente ho già detto che di solito non mi definisco così (qui).

Nel caso di copy editor, faccio esattamente il contrario.

Una volta scrissi nel curriculum “revisore di testi” e l’amico a cui lo facevo controllare mi chiese “se fai il correttore di bozze perché non lo dici così?”. Be’, perché non lo faccio o perlomeno non è la mia attività principale di fronte a un testo altrui. Decisi allora di usare i termini inglesi: così la gente è costretta a chiedere, senza presumere di sapere già.

Ho descritto il mio lavoro in questa pagina.

In quest’altra, invece, ho tradotto il punto di vista di un autore: è un post del blog di Scott Berkun, uno scrittore americano. Chiaramente si parla di editing per la saggistica. Io non faccio editing per la narrativa, che è pure un’attività rischiosa, come si può leggere qui.

Buona lettura.

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