Un ossimoro di moda: l’apprendista con esperienza

La parola ossìmoro (o anche ossimòro) indica l’unione di due parole che per natura contrastano tra loro:

ossìmoro o ossimòro
[vc. dotta, gr. oxýmoron, nt. sost. di oxýmoros ‘acuto sotto un’apparenza di stupidità’, comp. di oxýs ‘acuto’ (V. ossalico) e morós ‘stupido’ (di etim. incerta); 1598]
s. m.
* (ling.) Figura retorica che consiste nel riunire in modo paradossale due termini contraddittori in una stessa espressione; ad es.: un silenzio assordante; oppure l’espressione ‘colme di nulla’ in: con le braccia colme di nulla, / farò da guida alla felicità (UNGARETTI).

Un ossimoro molto diffuso nei nostri tempi è usato come segue:

cercasi apprendista con esperienza.

Esperienza di che?

Un apprendista è uno che va a lavorare per imparare: ne consegue che un apprendista non può avere esperienza nel lavoro che va a fare, altrimenti non sarebbe un apprendista.

Possibile che tutti gli autori di annunci di lavoro siano dei morói?

Ci sono almeno due motivi per cui fioriscono questi annunci – da parecchi anni – sui quotidiani e sul web.

Uno è che esiste un tipo di contratto di lavoro che si chiama contratto di apprendistato. Esso prevede che un’azienda abbia degli sgravi contributivi (= paga meno soldi all’Inps) se assume giovani di età inferiore a 27 o 29 anni. In questo caso, con apprendista si intende “persona di età tale da poter essere assunta con un contratto di apprendistato”: una semplificazione (perché le parole costano!) che fa nascere un ossimoro.

Il secondo motivo è che nessuno ha più voglia di insegnare il mestiere ad un altro. Bisogna produrre produrre produrre e chi ha tempo di mettersi lì con la pazienza di insegnare ai pivelli a fare le cose come andrebbero fatte? Se imparano guardando, bene, se no si cercherà qualcun altro.

Questa – “impara guardando” – è una delle cose più detestabili che possano succedere a chi vuole imparare. Chi non è interessato ad imparare, ovviamente, non è che si faccia spostare più di tanto. Ma per chi desidera imparare, invece, questo è terribile. Mia mamma era così – e per fortuna che non aveva un’azienda ma solo una figlia.

Le cose si impararano facendole, non guardando qualcuno che le fa. Ma per farle bisogna che ci sia qualcuno che ti fa vedere che è possibile, che ti mostra come si fa e che infine ti possa dire, dopo che lo hai fatto, “va bene, questo magari sarebbe meglio farlo in quest’altro modo”. Si chiama correzione.

Se ascolto dimentico,
se vedo ricordo,
se faccio capisco (*)

riguarda l’impegno e l’atteggiamento personali ma non significa che non ci voglia un maestro.

.

(*) Proverbio (credo) cinese

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1 commento

  1. […] Re: Disoccupazione Qui a Milano c'era un cartello sulla vetrina di una parrucchiera che diceva: Cercasi apprendista con esperienza… Ma ci prendono per il culo? Apprendista è uno che deve imparare un mestiere, come cazzo fanno a chiedere un'apprendista con esperienza ?! Ecco un bel link https://initaliano.wordpress.com/2010…imoro-di-moda/ […]

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