Segnalare le osservazioni di copy editing

Questo è un
post tecnico

Quando faccio copy editing (come l’ho descritto qui), il mio ruolo è quello del lettore critico e a fine lettura devo proporre le mie osservazioni all’autore.

Ho quattro modi per far questo:

– annotare a matita le osservazioni sul testo in copia cartacea (quella che i colleghi americani chiamano hard copy);

– segnalarle nel file usando gli strumenti Revisioni e Commenti del software di scrittura (come mostra Scott Berkun con MS Word);

– scriverle nel file, in neretto rosso, di seguito al testo osservato, che viene evidenziato;

– scrivere le osservazioni in un file distinto e richiamarle nel testo da correggere usando numeri tra parentesi, come se fossero note.

L’autore sceglie il modo che preferisce.

Di seguito descriverò i pro e i contro dei tre metodi “elettronici”, dal mio punto di vista che è sempre piuttosto, come dire, gilbrethiano: meno tempo impiego per fare un lavoro routinario (*) e più me ne rimane per fare quello che mi piace. Ma se l’autore non è un gilbrethiano e considera il suo tempo diversamente, è libero di farlo. Il metodo più lungo non costa di più. L’unica eccezione è l’annotazione a mano. Annotare a mano è un sistema veramente lento (in effetti mi è capitato di farlo solo una volta, per una casa editrice).

A) Revisioni e Commenti di Word

Lati positivi

– i Commenti sono di impatto immediato, perché il testo commentato viene evidenziato e messo tra parentesi e un filo rosso congiunge la nuvola del commento al testo;

– idem come sopra per quanto riguarda le Revisioni, che però non sono evidenziate;

– il testo è pulito, non ci sono scritte estranee (le mie);

– per accettare o rifiutare bastano due clic col mouse; più razionalmente, quello che si rifiuta si rifiuta subito, le correzioni approvate si accettano alla fine tutte insieme, c’è una funzione apposta.

Lati negativi

– le Revisioni e i Commenti compaiono in colonna a destra del testo, il quale viene tutto spostato a sinistra e così è impossibile capire che aspetto avrà;

– i Commenti annidati (più commenti in uno stesso periodo, uno dei quali è più ampio degli altri) sono poco evidenti;

– le Revisioni sono indiscriminate: anche se hai cambiato solo una virgola, loro lo devono dire all’universo mondo e non c’è modo di accettare, per esempio, le sole modifiche di formattazione e lasciare evidenti le altre; certo potrebbe farlo l’autore ma…

– …se l’autore non ha mai usato le Revisioni, devo spiegargli come funzionano e ci vuole tempo, che l’autore probabilmente non ha.

B) Segnalazione nel testo

Lati positivi

– l’autore legge la frase evidenziata e di seguito ha l’osservazione: l’impatto è immediato;

– l’allineamento del testo è quello che deve essere.

Lati negativi

– il testo non è pulito, ci sono dentro le mie osservazioni;

– che l’autore accetti o rifiuti la mia proposta, dovrà cancellare l’osservazione dal testo, il che gli richiederà tempo e lavoro.

C) Osservazioni in un file separato

Lati positivi

– il testo è molto più pulito che nel caso B (ma lo è meno che nel caso A, naturalmente);

– l’allineamento del testo è quello che deve essere;

– la lettura è più agevole, se l’autore desidera rileggersi più paragrafi per capire che cosa è meglio fare.

Lati negativi

– che l’autore accetti o rifiuti la mia proposta, dovrà cancellare dal testo i richiami di nota, il che gli richiederà tempo e lavoro.

Le soluzioni B e C costano un po’ di più, perché a me richiedono più tempo e più lavoro, così come le annotazioni sulla copia cartacea. Questo non è un lato negativo, comunque: è solo una condizione.

Chi ha un senso estetico di un certo tipo si troverà male con le Revisioni e i Commenti di Word. Chi ha poco tempo a disposizione forse li preferirà. Se un autore ha l’esigenza di controllare letteralmente anche le virgole, le Revisioni sono il suo strumento di elezione, a meno che non scelga l’annotazione su copia cartacea.

.

(*) Il lavoro routinario non è ragionare sulle mie osservazioni per decidere se accettarle o no: è semplicemente e fisicamente cancellare le segnalazioni.

2 commenti

  1. Note a piè pagina?

    ci sarebbe anche la soluzione usata da David Foster Wallace nel saggio “Commentatore” contenuto alla fine del libro “Considera l’aragosta”… è proprio bella, però siccome sono dispettoso non ti dico in cosa consiste, la prossima volta che capiti in libreria cerca il libro e ammira! :-D

    • noradlf said

      Sei dispettoso davvero. Ce l’ho in lista, quel libro, ma sulla mia scrivania ce ne sono ancora otto che mi guardano in cagnesco, non oso portarne in casa un altro.
      Le note a piè di pagina le potrei usare se il libro non ne avesse di proprie, ma questo non mi è mai capitato. Meglio tener distinti gli interventi.

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