Esempio di formattazione: What’s wrong with the world

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What’s Wrong with the World è un libro di G. K. Chesterton del 1910, inedito in Italia. (Forse sarà pubblicato l’anno prossimo; ce la siamo presa comoda, non c’è che dire.)

Ho pensato di usarlo come esempio di formattazione. Ecco due file formattati del libro – la versione di partenza è quella di Project Gutenberg – e le relative schede di formattazione.

La scheda di formattazione è una procedura che creo – sulla base di norme editoriali date o scegliendo io stessa elementi e valori – per dare a un testo un certo aspetto.

Quando dico che “creo” la scheda non sono in preda ad un attacco di megalomania: è che non ne ho mai trovate in giro e dunque mi tocca presumere che queste schede siano una mia invenzione.

What’s Wrong with the World, semplice – scheda di formattazione

What’s Wrong with the World, titoli correnti – scheda di formattazione

Le differenze riguardano i margini e i numeri di pagina, oltre alla presenza dei titoli correnti, che sono i titoli in cima alle pagine.

La formattazione a che serve? e soprattutto, a chi?

La formattazione di un libro o di un articolo per la pubblicazione è compito della casa editrice, non certo mio o degli autori.

Anche i manoscritti però vanno formattati in un certo modo, siano essi libri o articoli o papers; e vanno ben formattate anche le proposte di pubblicazione o book proposal.

L’idea generale è quella di favorire la leggibilità e godibilità per il destinatario. Che cosa è preferibile leggere, un testo scritto piccolo e fitto, zeppo di caratteri fantasiosi, o uno pulito e ordinato con un carattere semplice, margini ampi e righe ben spaziate?

D’accordo, so che c’è chi se ne infischia ma gli editori non sono della partita, a quel che mi si dice.

Chiaro che un libro o un articolo non viene pubblicato per il solo fatto che è stato presentato in maniera aggraziata; ma un manoscritto sciatto fin dall’aspetto viene scartato di sicuro. Un po’ come un curriculum.

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Aggiornamento: addirittura due edizioni!
Sono entrambe indicate nel post
Due edizioni negli stessi giorni: What’s wrong with the world a cura di Lindau della Società Chestertoniana Italiana.

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