Diamante grezzo

Di una persona che abbia tante ottime qualità poco visibili, non per loro natura ma perché non le ha coltivate, si dice a volte che è un diamante grezzo.

C’è un motivo, ovviamente. Avete presenti i diamanti degli anelli, del genere “un diamante è per sempre”? Ecco, quelli non sono semplicemente diamanti, sono brillanti.

Capirai che differenza, penserà qualcuno. E invece la differenza è grande, visto che il diamante non è una materia tanto rara quanto altre pietre preziose. Vale molto per motivi pubblicitari ma anche perché qualche secolo fa qualcuno (chi dice fiorentino, chi olandese) inventò il taglio a brillante, che cattura la luce e la riflette. È per questo che si dice “brillante”: perché brilla.

I diamanti, oltre a non essere rari, di per sé non sono nemmeno tanto belli. Appena scavati possono addirittura sembrare degli squallidi sassetti. Per questo di una persona con tanto potenziale ma poca capacità di usarlo si dice che è un diamante grezzo. Questo implica anche che per diventare un brillante ci vuole l’intervento di qualcun altro, che non si può fare da sé. Sarà per questo che è una similitudine in disuso?

Solo l’ignoranza può far pensare che se ti regalano dei diamanti in Africa, questi debbano essere già tagliati a brillante. Nulla di più facile che Naomi Campbell non  abbia riconosciuto dei diamanti grezzi quando glieli hanno messi in mano. In secondo luogo, è vero che si dice “diamanti insanguinati” ma non è reale, è un’altra similitudine: non sono davvero sporchi di sangue. Ergo Naomi non era tenuta a riconoscere che i suoi diamanti provenivano da scambi illeciti.

Ragion per cui non vedo mica perché ci debbano rompere le tasche con la faccenda Campbell-Taylor-diamanti. Non ne abbiamo a sufficienza delle buffonate nazionali?

Diamanti grezzi, foto (quella di destra).

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