Come si svilisce la nobile arte della manipolazione

Manipolare la pubblica opinione non è difficile, in un mondo privo di senso critico. Questo però abbassa l’arte fino alla rozzezza. Consideriamo la notizia seguente:

Tg2 delle 13.00, annuncio: Il fondatore di WikiLeaks, che aveva pubblicato documenti segreti americani, era stato diffidato dal continuare la sua attività. Oggi è ricercato per stupro.

Che cosa viene in mente? Che i due fatti – la diffida e l’arresto – siano collegati. Parte il film mentale: gli Stati Uniti non lo potevano incriminare per quello che aveva fatto e allora lo incastrano per altro. Nulla di nuovo, dopotutto Al Capone fu arrestato per evasione fiscale.

La notizia prosegue. Assange è stato denunziato in Svezia. Che ci faceva in Svezia? Be’, in Svezia c’è la sede di WikiLeaks, perché lì l’attività del sito non è illegale. Secondo tempo del film mentale: gli Stati Uniti hanno ricattato la Svezia perché fermasse Assange in una qualche maniera… no, troppo complicato e poi ti pare che gli svedesi accettano una cosa del genere? Hanno pagato qualcuno perché denunciasse Assange.

La notizia prosegue sempre parlando della pubblicazione dei documenti come se c’entrassero davvero con l’accusa di stupro. Non si sa ancora granché, per esempio il Tg2 ignora se il mandato d’arresto è solo nazionale o internazionale, però nel fraseggiare il collegamento documenti-stupro è scontato.

Ora, sono possibili almeno quattro ipotesi:

ip.1) gli Stati Uniti hanno organizzato tutto;

ip. 2) Assange è colpevole;

ip. 3) la donna è una mitomane;

ip. 4) Assange è in cerca di ulteriore pubblicità per la nuova mandata di documenti (circa 15.000, che non erano stati pubblicati l’altra volta per non mettere in pericolo le persone coinvolte).

In base a che cosa scelgo l’una o l’altra? Non tocca né a me né al Tg2 scegliere una delle quattro ma il Tg2 ha scelto.

E lo ha fatto rozzamente.

Mi rattrista pensare che nessuno protesterà.

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