Spettacolo

Dal solito Zingarelli 2008:

spettacolo o †spettaculo
[vc. dotta, dal lat. spectaculu(m), da spectare ‘guardare’. V. spettare; av. 1342]
A s. m.
1 Rappresentazione teatrale, cinematografica, canora e gener. artistica, o manifestazione sportiva, che ha luogo di fronte a un pubblico: spettacolo divertente, interessante, noioso, intelligente; assistere a uno spettacolo di gala; la compagnia dà spettacolo domani; andare all’ultimo spettacolo; arrivare all’inizio dello spettacolo; il derby fa prevedere un grande spettacolo | Spettacolo acquatico, spettacolo di varietà che si svolge in una piscina o un ambiente di tipo marino | Dare spettacolo, dare spettacolo di sé, attirare su di sé l’attenzione non sempre benevola di tutti i presenti.
2 Vista che, per il suo carattere particolare o eccezionale, attira l’attenzione e gli sguardi: uno spettacolo doloroso, penoso, commovente, magnifico; il sorgere del sole è uno spettacolo indimenticabile; videro uno spettacolo orribile; non desidero vedere certi spettacoli; non arride / spettacol molle ai disperati affetti (LEOPARDI).
3 †Spettatori: ad una voce tutto lo spettacolo chiamò vincitore Partenopeo (SANNAZARO).
B in funzione di agg. inv.
* (posposto a un sost.) Basato sull’esteriorità, sul sensazionalismo e sim.: informazione spettacolo; politica spettacolo.

La parola spettacolo ha un legame forte, e molto forte, con l’atto di vedere.

Ne consegue che il cosiddetto “spettacolo della compravendita di parlamentari” non può esistere in quanto spettacolo, giacché, se viene fatto, viene fatto di nascosto.

Però usare una simile espressione è un buon espediente per convincere la gente che la libertà di coscienza non esiste: il sospetto – infondato, a meno che uno non fosse lì presente (spettatore) – diventa certezza morale.

Dalle mie parti c’è un detto:

corpo mal usato, quel che fa i’ vien pensato.

C’è bisogno della traduzione?

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