Italiani

Italiani

Lunedì sera ascoltavo un programma su Rai Storia mentre facevo altro. Era una puntata di Dixit che trattava la storia dell’emigrazione italiana.

A un certo punto, sento una voce di donna rilevare con sorpresa – in italiano ma con accento ispanico – che già nei documenti del 1855 si parlava di “italiani” anche se l’unità d’Italia non c’era ancora stata.

Sono rimasta esterrefatta, soprattutto nel vedere poi che la signora era presentata come storica dell’immigrazione. L’accento mi aveva già detto che non era italiana, il titolo me lo confermava, poiché si parla di “immigrazione” nel paese d’arrivo, non in quello di partenza (penso che fosse argentina). Ma se una persona che ha fatto della storia il suo mestiere può sparare una simile sciocchezza, mi viene il sospetto che la storia d’Italia da qualche parte sia un po’ maltrattata. Gli italiani esisterebbero solo dal 1861? Ohibò!

italiano

[av. 1292]

A agg.

* Dell’Italia: regioni, città italiane; popolo italiano; cucina italiana | All’italiana, (ellitt.) alla maniera degli italiani.

|| italianamente, avv.

1 In modo conforme al carattere italiano.

2 (lett.) In base alla lingua italiana: L’Iliade è verseggiata italianamente (FOSCOLO).

B s. m. (f. -a)

* Abitante o nativo dell’Italia.

C s. m. solo sing.

* Lingua del gruppo romanzo parlata in Italia: il bello dell’italiano è questo: che tu come è scritto lo leggi (SCIASCIA) | Professore d’italiano, che insegna la lingua e la letteratura italiana | Parlare italiano, (fig.) parlare chiaro.

Se le parole sono i nomi di esperienze, lo Zingarelli ci sta dicendo che prima del 1292 esisteva già un’esperienza il cui nome era “italiano”. Dal 1292 al 1861, vediamo un po’, quanti anni sono? Cinquecentosessantanove.

Lo Zingarelli però non è più esauriente di così, non dice se “italiano” nel 1292 era riferito alla lingua, al popolo o a qualcos’altro. Si può fare una ricerca tramite internet per capirne qualcosa di più.

Internet offre, insieme a tante stupidaggini, anche tante buone cose: una di queste è Google Libri, un archivio di copie digitali di libri appartenenti al pubblico dominio o concesse legalmente dalle case editrici. In questo archivio si può cercare per parola chiave e si può anche delimitare la ricerca a periodi particolari: per esempio, posso cercare tutti i volumi che contengono la parola “italiano” o “italiani” nel XIX secolo o dal 1795 al 1796 o ancora tutti quelli precedenti una certa data.

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Ho cercato mettendo le date di fine periodo: il 31 dicembre degli anni 1799, 1699, 1599 e 1499. Prima di quest’ultima data c’è un solo volume e prima del 1399 non c’è nulla. Si possono tuttavia trovare opere del XIII o XIV secolo, per esempio Dante e Petrarca, stampate più tardi.

Ho esaminato a parte il secolo XIX perché in quel secolo si parlava di Italia e di italiani con uno scopo preciso; e fu allora, temo, che cominciarono a circolare delle solenni fesserie riguardo all’Italia e agli italiani. (E le abbiamo esportate, a quanto pare.) Quello che io cercavo, invece, era una menzione disinteressata della parola “italiani” come nome di popolo.

Scrivendo “italiano italiani” (senza virgolette) nella stringa di ricerca, escono fuori parecchi libri, in cui si vede come “italiano” fosse appunto un nome di popolo più che di lingua, benché esistesse anche la lingua. Che poi ci fossero Comuni e Signorie e Giudicati e Repubbliche marinare, non invalidava per niente l’esistenza degli italiani di fronte al mondo. Si poteva parlare di Italiani Genovesi, per esempio. [1]

Insomma, esistevano gli italiani, l’Italia e la lingua italiana perlomeno un mezzo millennio prima di Cavour, Mazzini e Garibaldi. Non è stupefacente? (No; basta aver letto la Divina Commedia.) Uno a questo punto potrebbe anche chiedersi perché nell’Ottocento i nostri compatrioti si agitassero tanto e infatti ci sono libri che ne parlano. Io però mi occupo di parole.

Che ci dicono le parole?

L’obiezione che già mi sembra di sentire è che nel 1292 per italiano s’intendesse qualcosa di diverso da quello che si intende oggi ma non sarebbe sensata. Pensiamoci meglio: qui a Perugia la parola “pane” nel 1292 designava un prodotto diverso da quello di oggi, perché allora il pane era salato e oggi non lo è più; ma è comunque pane. I francesi dei tempi di san Luigi erano diversi da quelli di oggi ma sono comunque francesi. E via di questo passo.

In tempi antichi, l’esistenza degli Italiani pare che fosse un dato di fatto, più o meno come la presenza del sole nel cielo. Sarebbe da chiedersi come mai venivamo riconosciuti  –  e ci riconoscevamo – italiani benché organizzati in Comuni, Signorie, Giudicati e Repubbliche marinare. Sarebbe anche interessante sapere perché una storica straniera possa farsi l’idea che sia strano trovare la parola “italiani” prima che esistesse una nazione unitaria. O cercar di capire come mai nell’Ottocento c’erano studiosi che sostenevano che la lingua italiana non esisteva così che oggi ci sono persone convinte che la lingua italiana sia stata costruita a tavolino (questi, infatti, sono gli eredi di quelli e da questo tipo di concezione – che chiamerei provinciale – nasce l’obiezione che ho illustrato prima).

A volte gli studiosi studiano forse un po’ troppo e dimenticano di osservare la realtà.

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[1] Io scrivo usualmente i nomi di popolo con la minuscola; quando li scrivo con la maiuscola, vuol dire che sto citando. In questo caso, ho trovato l’espressione Italiani Genovesi in uno dei volumi su Google Libri. Buon divertimento.

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