Migrante

Di recente, mi ha colpito inaspettatamente l’uso della parola migrante. Io non me ne servo mai ma sono abituata a sentirla in lungo e in largo: sembra che non esistano più immigrati ed emigranti ma solo migranti. In effetti, questo termine assomma i due precedenti perciò ho sempre immaginato che fosse una specie di economia di parole: una anziché due.

Migrante è un participio presente e descrive un’azione in svolgimento. Quello che mi ha colpito è stato proprio questo svolgimento congelato in una parola. Non un punto di partenza (incluso in emigrante, colui che si sposta da), non un punto di arrivo (compreso in immigrato, colui che è giunto in) ma uno spostamento continuo, un fluttuare nel vuoto, senza la possibilità di fermarsi e posare il capo.

È incredibilmente triste.

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