I mass media non sono strumenti di democrazia

Negli ultimi giorni, considerando le vicende del presidente del Fmi Strauss-Kahn, mi sono resa conto all’improvviso che giornali e telegiornali e tutti i mezzi di comunicazione di massa non sono strumenti di democrazia.

Bella scoperta, dirà qualcuno: se fossero strumenti di democrazia, né Hitler né Mussolini né Stalin li avrebbero potuti usare!

Vero, sono proprio stordita.

Solo che… solo che oggi non ci sono più né Hitler né Mussolini né Stalin e allora perché mi viene in mente un pensiero del genere?

Semplice. Per me “democrazia” non è tanto una forma di governo ma innanzitutto un sistema in cui ogni cittadino ha gli stessi diritti fondamentali di tutti gli altri e in cui ognuno può avere a disposizione, di base, le stesse opportunità che hanno gli altri.

D’accordo, la democrazia è essenzialmente un sistema politico, non un sistema di diritti, però di quel sistema politico fanno parte certi diritti. Per esempio, ognuno è da considerare innocente finché non sia provato che è colpevole.

Se uno è da considerare innocente finché non se ne provi la colpevolezza, allora nella vicenda Strauss-Kahn abbiamo sott’occhio due ingiustizie: se risulterà che il gentiluomo è innocente, infatti, impedirgli di candidarsi alle presidenziali francesi e chiedergli di dimettersi da presidente del Fmi prima che sia accertata la sua colpevolezza sono due ingiustizie, e nemmeno tanto piccole.

È sufficiente a farlo colpevole il fatto che gli piacciano le donne nella maniera sbagliata, che sia ricco, che sia un uomo e che sia bianco? Bastano questi elementi a farlo considerare colpevole a priori? Io dorei di no. Eppure tutti si sono rincorsi nel dire che ormai la ipotetica[1] candidatura di SK alla presidenza della Repubblica francese era saltata e che avrebbe dovuto dare le dimissioni dalla presidenza del FMI (il che è avvenuto oggi). È stato detto come se fosse un dato di fatto, normale , qualcosa che non può non accadere.

Ecco perché dico che i mass media non sono strumenti di democrazia. Se è sufficiente lanciare un’accusa per liberarsi di qualcuno, allora chiunque può mettere fuori gioco l’avversario servendosi dei media, basta usare le parole opportune. Tra le parole opportune per metter fuori gioco qualcuno, oggigiorno vanno per la maggiore “stupro” e “pedofilia”; in casi minori (nel senso della posizione lavorativa, intendo, non certo minori perché un uomo vale meno di un altro) funzionano bene anche “corruzione”, “concussione”, collusione”, “mafia” o semplicemente avere un’agendina con i numeri di telefono di gente in posizioni di potere, poco importa che avere quei numeri faccia parte del tuo lavoro.

I media sono strumenti e basta. Strumenti di chi, non lo so. Forse di sé stessi, perché gli piace inventare un mondo che non esiste; chissà, magari tutti i direttori di testata sono romanzieri mancati. Forse sono strumenti di chi ha il potere, ma allora chi ha il potere fa leva su una mentalità diffusa, se no non esisterebbe collegamento tra gli sproloqui mediatici e i risultati elettorali.

Sinceramente, non mi interessa granché, di chi sono strumenti. A me interessano la verità e la giustizia e mi pare che qualcuno le stia pestando con i pattini da ghiaccio.

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[1] Naturalmente, dare per favorito uno che non si è nemmeno candidato è una manipolazione eclatante. Equivale a quegli spot di prodotti che ancora non sono in commercio e tuttavia vengono pubblicizzati a tamburo battente per vedere se ci saranno acquirenti e quanti.

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