Batterio killer? Ma basta con ‘sta fesseria

A volte mi domando veramente che cosa pensino di costruire i giornalisti, di ogni genere e livello, con il loro lavoro. Ogni tanto mi tocca rispondermi “un cumulo di …”. Va be’, non lo dico.

L’Escherichia coli non è un batterio killer che sta sulle verdure. È un batterio saprofita che abita nell’intestino degli animali, incluse le persone – le persone. Ognuno di noi – ognuno di noi – ne ha dentro, non so, qualche milione? decina di milioni? miliardo? Di certo non si contano sulle dita delle mani e dei piedi.

Ogni tanto per mutazione un ceppo di E. coli diventa tossico. Questo è già scritto nella Rizzoli Larousse del 1968, non è una recentissima scoperta della microbiologia. Nel caso in oggetto, “ogni tanto” non ha proporzioni geologiche, si misura in settimane, al massimo mesi. Queste bestioline infatti si riproducono ogni 24 ore, figuriamoci quante mutazioni possono capitare.

Di una cosa possiamo esser certi: nelle piante non ci sono.

Al massimo possono essere sulle piante e anche allora, se normalmente vivono nell’intestino, come pensate che ci arrivino, sulle piante? Bravi: tramite le feci.

Ora, io non ho una simpatia speciale per gli agricoltori biologici, ma sono sicura che non la fanno sulle colture. (Nessun agricoltore, del resto, farebbe una cosa simile, a meno di essere seriamente malato.) Farla sui germogli di soja, poi, sarebbe di una rara scomodità.

In alternativa, E. coli può arrivare sulle piante con il letame o i liquami. Però ci può arrivare anche perché chi ha manipolato il cibo – qualunque cibo – non si è lavato le mani dopo essere andato al gabinetto e non ha messo su i guanti come avrebbe dovuto.

A questo punto, vorrei davvero che qualcuno mi spiegasse perché si scrutano i fagioli anziché cercare le persone. Possibile che i ricercatori tedeschi siano una simile massa di imbecilli? Ovvio che non è possibile.   

Imbattersi in un ceppo tossico di E. coli è una fatalità che accade ogni anno a qualche centinaio di persone. È da babbei trattare la faccenda come è stata trattata finora, da tutti – dal primo che diede la colpa ai cetrioli (si vede che in Germania li mangiano senza sbucciarli) fino all’ultimo titolatore che scrive nel sottopancia del tg “batterio killer”.

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