Costituente e lavoro

Già da qualche tempo volevo cercar di risolvere la questione del lavoro-diritto che nasce da una certo modo di proporre (propinare?) la Costituzione italiana. Risolvere nel senso di capire come stanno le cose.

Anni fa, lessi un articolo in cui qualcuno affermava che i membri della Costituente non intendevano stabilire che il lavoro è un diritto e basta,  né che lo Stato ti deve procurare il lavoro quando non ce l’hai o e garantirlo anche se non lo sai fare – che, gratta gratta, è esattamente quel che pensa buona parte delle persone, a giudicare da come si esprimono; e non c’è neanche bisogno di grattare molto a fondo. Essi intendevano invece che lo Stato deve fare in modo che nessuno ti neghi il diritto a fare il lavoro che scegli di fare.

Disgraziatamente, io sono convinta che il qualcuno fosse Sergio Romano sul Corriere della Sera, ma il Corriere non è d’accordo con la mia convinzione: nell’archivio, infatti, non ho trovato l’articolo che ricordo. Ne ho trovato però un altro che mi ha fatto venire un’idea: cercare i documenti della Costituente e leggere le parti che riguardano il lavoro.

Detto fatto – potenza della tecnologia! L’università di Bologna mette a disposizione giustappunto le discussioni della Costituente, tramite il progetto Wiki-Costituzione, con una funzione di ricerca adeguata alla mia ricerca. I documenti sono disponibili anche nel sito della Camera dei Deputati, ma solo in formato pdf (scansioni degli originali a stampa, accessibili tramite la barra a destra).

Così, oggi ho cominciato a leggere. Vedrò che cosa pensavano i nostri padri del lavoro: diritto, dovere, necessità, sfiga? E come noi siamo arrivati a pensare quello che pensiamo?

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