nco la testa sem armasti al tempo del por Benito

Così di potrebbe dire dalle mie parti per intendere che «con la testa [noi italiani] siamo rimasti ai tempi del defunto Benito [Mussolini]».

(Ma non si dice. Dalle mie parti il por Benito lo rimpiangono in parecchi, anche credo che siano in equilibrio con quelli che rimpiangono il por baffone [Stalin]).

In realtà non credo di essere la sola a pensarlo, che “nco la testa semo armasti al tempo del por Benito”.

A me è venuto in mente guardando, nei due anni passati, le trasmissioni di Rai Storia sui 150 dell’Italia: è palese che i mezzi di comunicazione, il modo di usare la burocrazia, la pretesa di controllare tutto dal centro sono uguali ad allora. Veramente il centralismo c’era da prima, visto che i cosiddetti “liberali” padri della patria erano tutto tranne che liberali. Ma il resto, specie per quanto riguarda i mezzi di comunicazione, è proprio uguale ai tempi del por Benito – anche perché ai tempi del por Camillo [Benso conte di Cavour] la Rai non esisteva ancora.

Poi trovai un articolo di (mi pare) Robi Ronza che parlava dello stesso argomento e quindi siamo almeno due.

Ora ho scoperto che don Sturzo già le diceva negli anni ’50, queste cose. Anzi, diceva molto di quello che oggi pare una idea originale di questo o di quell’altro. Nessuno lo cita mai, don Sturzo, eppure aveva già visto e descritto la maggior parte di quello che sta accadendo. Usava persino il termine “casta”!

Luigi Sturzo, I mali della politica italiana: pensieri liberali, Armando Editore, 2000, introduzione di Massimo Baldini.

(Dalla quarta di copertina) Nel presente volume sono stati raccolti alcuni pensieri, tratti dai sei tomi dell’opera di Luigi Sturzo Politica di questi anni. Consensi e critiche (1946-1959). Tali pensieri sono stati ordinati alfabeticamente secondo l’argomento trattato e consentono di cogliere agevolmente quelli che per Sturzo costituivano i mali principali che affliggevano (e tuttora affliggono) la vita politica italiana. Mali che possono essere così sintetizzati: 1 Lo statalismo; 2 La partitocrazia; 3 La sindacatocrazia; 4 L’imprenditoria liberal-statalista; 5 Il comunismo ed il fascismo; 6 I difetti degli italiani; 7 La burocrazia; 8 L’”entite”; 9 Il sistema bancario; 10 I limiti della classe politica; 11 Il centralismo monopolista; 12. La corruzione. La radice di tutti questi mali sta, a suo avviso, nella violazione, nella limitazione della libertà.

L’elenco è preso dall’introduzione. “Entite” è una parola costruita come appendicite: enti + il suffisso –ite, ed è la fissa di produrre enti.

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