Chi lavora con…

Gironzolando sul web, mi imbatto in una citazione attribuita a san Francesco (refusi, maiuscole e puntini copiati dalla pagina web):

Chi Lavora con le Mani è un operaio , Chi Lavora con le Mani e la Testa è un artigiano, Chi Lavora con le Mani, la Testa e il CUORE è un Artista………. (San. Fancesco D’Assisi) 

Rimango perplessa. Strano che san Francesco abbia avuto a dire una cosa simile e in una simile forma! Non sono certa che ai tempi suoi esistesse la distinzione tra operaio, artigiano e artista – anzi, sono quasi certa che non esisteva – ma soprattutto mi lasciano perplessa sia l’idea che san Francesco si mettesse a fare una simile graduatoria sia la faccenda del cuore: voglio dire che quel modo di usare “cuore” contrapponendolo a “testa” non è tipico né dei tempi di san Francesco né, credo, di lui personalmente. Al massimo può essere una traduzione in termini moderni. La graduatoria continuo a trovarla inaccettabile.

Incuriosita, cerco la frase nel web e la trovo quasi sempre attribuita a san Francesco; solo in un caso c’è un’attribuzione particolareggiata:

Chi lavora con le mani è un operaio.
Chi lavora con le mani e la testa è un artigiano.
Chi lavora con le mani, la testa ed il cuore è un artista.
Louis Nizer, Between You and Me, Beechurst Press, 1948

Questa è proprio la forma che io avrei dato ad una citazione. E ci siamo coi tempi, anche.

In un’altra pagina (di citazioni varie) trovo una versione leggermente differente e ugualmente attribuita a Nizer, senza citazione della fonte, però:

Chi lavora con le mani è un operaio; chi lo fa pure con il cervello è un artigiano; chi vi aggiunge il cuore è un artista.

Questa seconda versione, se uno la cerca, si trova sempre attribuita a Nizer e non a san Francesco. La frase è palesemente la stessa, tranne due varianti minori: questo indica normalmente che si tratta di una traduzione e che le versioni si sono propagate sul web per copia-incolla semplice (= la vedo, mi piace, la copio e la incollo).

A questo punto cerco Nizer in Google Libri ma non c’è niente in anteprima o libro intero e dagli snippet la ricerca di hands o work non mi trova niente.

Faccio allora una ricerca normale in inglese per Nizer + work e trovo quella frase citata tante volte e sempre attribuita a Nizer, non mai a san Francesco:

A man who works with his hands is a laborer; a man who works with his hands and his brain is a craftsman; but a man who works with his hands and his brain and his heart is an artist.

Il sito italiano rimane l’unico in cui ho trovato citata l’opera da cui la frase sarebbe tratta. Dico “sarebbe” solo perché non ho potuto verificare con i miei occhi e mi è già capitato qualche volta di vedere citazioni sballate.

Che cosa mai può trasformare la frase di un avvocato statunitense nell’espressione di un frate mendicante italiano?

Vedo quattro possibilità:

1) la frase è veramente di san Francesco, Nizer l’ha scritta senza citarne la fonte e tutti hanno pensato che fosse sua;

2) la frase è veramente di san Francesco, Nizer l’ha scritta citando la fonte ma i suoi estimatori l’hanno ripetuta come se fosse sua;

3) la frase è di Nizer ma il primo che l’ha scritta su web ricordava o pensava che fosse molto francescana (a mio avviso non lo è per nulla, dicevo, ma posso sbagliarmi) e l’ha propalata come se fosse di san Francesco, ignorando chi ne fosse l’autore;

4) variante della precedente: non è un caso di non-ricordanza ma una mossa voluta, per misterioso che possa sembrare lo scopo.

Il terzo e quarto punto sono tutti esempi di parole-suono: mi piace, la butto lì, senza fare il minimo sforzo per capire. Chiunque per lavorare bene deve mettere nel lavoro mani, cervello e cuore, anche se pulisce i gabinetti allo stadio ma nessuno dei siti web in cui l’ho vista apparteneva a ditte di pulizie.

(Oddio, adesso mi viene il tarlo, ci vado a guardare. No, nessun sito che abbia a che fare con il pulire gabinetti.).

Il secondo è roba da zelanti, non è tanto grave – e poi gli americani sono gente splendida ma hanno una tendenza a passare sotto silenzio le fonti di ambito sud-europeo e cattolico.

Il primo può accadere a chiunque; Rousseau, per esempio, veniva insultato e trattato da plagiario perché nei libri scriveva cose come se fossero un parto suo e invece erano state dette e scritte da altri. Il fatto è che, quando uno è abituato a leggere tanto e bene (tentando di entrare in dialogo con l’autore, cioè), quel che legge gli resta dentro, gli lavora dentro, gli impregna il tessuto cerebrale e poi torna fuori come se fosse un’idea propria. Per questo le idee non hanno copyright, ma solo la forma in cui vengono espresse.

Disgraziatamente, per come la vedo io, la terza ipotesi è anche la più probabile – ripeto, posso sbagliarmi; a volte mi capita. Non so molto di Nizer ed è certo possibile che un avvocato ebreo leggesse san Francesco ma, considerando i vari elementi, lo trovo molto meno probabile del comportamento che ho descritto al punto tre.

Un giorno o l’altro spero di riuscire a scoprire qualcosa di più.

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8 commenti

  1. Enrico said

    Ho scoperto la frase pochi giorni fa. A TG3 Regione Piemonte era trasmesso un servizio sul comparto tessile del biellese, e tra gli altri è stato inquadrato l’interno di uno stabilimento dove su una parete, a caratteri cubitali, era scritta la frase di cui ho potuto leggere solo la prima parte (l’immagine e passata oltre). Incuriosito, ho digitato quel poco che avevo letto “chi lavora con le mani è un operaio…” ed è uscito il resto. Confesso che anche io mi sono stupito che un Frate votato alla povertà e futuro Santo del 1200, scrivesse di artigianato, parola che non so se esistesse allora, ma soprattutto la distinzione tra operaio ed artigiano. Credo che nel 1200 ci fossero il contadino, il fornaio, il maniscalco, ma escludo che questo fosse definito artigiano. Tant’è che ho proseguito a tempo perso la ricerca, ed ho trovato la Sua spiegazione, che mi ha illuminato. Non mi stupirei infatti se Lei avesse pienamente ragione, con l’ignoranza dilagante ma soprattutto la poca voglia di colmarla, la scarsa curiosità nel sapere il perché di un nome, di un fatto, di una data. Come quel cartello stradale che indicava Re di Puglia (sì, ha letto bene) scritto da un qualcuno che, nell’avere sbagliato mestiere non solo non sapeva del Sacrario ma neanche che la Puglia non è mai stata un Regno e quindi non ha mai avuto un Re. Però, quel tale non si è neanche posto il problema, ed ha lavorato né con il cuore né con il cervello, con il risultato che le mani usate unicamente come un attrezzo di lavoro non hanno saputo scrivere Redipuglia. Saluti.

  2. sara said

    Grazie per la segnalazione, chissà perché tutte le frasi che si trovano ripetute in rete come catene di sant’antonio lascian oadito a dubbi sulle fonti!

  3. Gae said

    Grazie della precisa segnalazione che faremo girare così come la frase

  4. Angelo said

    Complimenti mi è venuta la stessa idea: che non potesse essere di s.francesco.
    Mi sono detto:’ faccio una ricerca su web’
    E ho trovato la sua ben dettagliata. Grazie

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