Migranti?

Due anni fa mi colpì la tristezza incarnata dalla parola “migrante”.

Oggi mi colpisce la superficialità con cui si continua a ripeterla a sproposito.

Le persone che fuggono da Paesi in guerra – da luoghi dove ti sparano addosso o tirano bombe sul tetto di casa, sulle Chiese, sugli ospedali eccetera, come la Siria, l’Eritrea, la Somalia – saranno profughi, esuli, fuorusciti, rifugiati, perfino fuggitivi o fuggiaschi, a seconda del momento e dell’interlocutore; ma chiamarli migranti è inesatto e irriguardoso.

Chiamare “migrante” uno che fugge da una guerra è come dire “essere respirante” anziché “uomo”: come minimo, è riduttivo. E non si tratta solo di questo. Ci sono evenienze in cui è bene cercare una parola il più possibile neutra, ma ci sono anche casi in cui la parola neutra (magari la stessa!) serve per lavarsene le mani, e questo è proprio uno di quei casi.

A parte l’inesattezza dl termine, che qui è perfino peggio di laico usato come sinonimo di non cattolico (e ho detto tutto), trovo insultante che ci si serva dei profughi siriani o eritrei o somali per le beghe della politica interna. Per fortuna che almeno qualcuno ha gli occhi aperti e riesce a proporre soluzioni interessanti (come la numero 3 qui).

profugo
[vc. dotta, lat. profugu(m), da profugere ‘fuggire via’ (propr. ‘fuggire avanti’), comp. di pro ‘avanti’ (V. pro- (1)) e fugere ‘fuggire’; sec. XIV]
agg.; anche s. m. (f. -a; pl. m. -ghi)
* Che (o Chi) è costretto ad allontanarsi dalla propria patria e a cercare rifugio altrove: Enea, profugo da Troia; profugo politico, religioso. CFR. Esule, fuoriuscito, rifugiato.

esule
[vc. dotta, lat. ex(s)ule(m): ‘(cacciato) dal (ex-) proprio suolo (solum)’ (?); av. 1498]
s. m. e f.; anche agg.
* Chi (o Che) è o va in esilio: la tristezza degli esuli. SIN. Fuoriuscito, rifugiato. CFR. Profugo | Tomba esule, in terra d’esilio.

fuoriuscito o fuoruscito
A part. pass. di fuoriuscire; anche agg.
* Nei sign. del v.
B s. m. (f. -a)
* Chi è costretto a riparare all’estero per motivi politici: i fuoriusciti napoletani del 1799; i fuoriusciti antifascisti. SIN. Esule, rifugiato. CFR. Profugo.

rifugiato
A part. pass. di rifugiarsi; anche agg.
* Nei sign. del v.
B s. m. (f. -a)
* Individuo costretto, in seguito a vicende politiche, ad abbandonare lo Stato nel quale aveva stabile dimora per cercare rifugio in un altro Stato. SIN. Esule, fuoriuscito. CFR. Profugo.

fuggiasco
[da fuggire col suff. -asco; sec. XIV]
agg.; anche s. m. (f. -a; pl. m. -schi)
* Che (o Chi) fugge per sottrarsi a pericoli, ricerche, persecuzioni e sim.: militari fuggiaschi; un gruppo di fuggiaschi | Andar fuggiasco, fuggire | (est., lett.) Esule: Dante fuggiasco sostò in molte corti italiane. SIN. Profugo.

fuggitivo o †fugitivo
[lat. fugitivu(m), da fugere ‘fuggire’; av. 1292]
A agg. […]
B s. m. (f. -a)
1 Fuggiasco: inseguire i fuggitivi | Disertore, transfuga, evaso: riprendere i fuggitivi.
2 Nel ciclismo su strada, corridore in fuga.

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