Quando il saggio indica il cielo…

Ieri sera, ascoltando il telegiornale  – mi rifiuto di scrivere quale – sono rimasta abbagliata dal fulgido candore di una deputata del Movimento Cinque Stelle, accusata insieme ad un’altra di aver fatto favoritismi nelle assunzioni: una di loro ha assunto come assistente il proprio compagno, l’altra un qualche congiunto del proprio compagno.

Mi rifiuto anche di riportare il nome della signora – nemmeno col trapano del dentista mi si potrebbe convincere – ma la sua performance mi resterà impressa per sempre e ritengo che meriterebbe di entrare in un’antologia.

Alla domanda di chi la intervistava «ma ci sono stati o no, questi favoritismi?», l’arguta gentildonna ha risposto che no, non ci sono stati, che hanno seguito alla lettera sia il regolamento del ramo del Parlamento cui appartengono sia il regolamento del Movimento Cinque Stelle, che è anche più restrittivo: infatti non hanno assunto propri parenti.

Ora, io sono pronta a concordare con chiunque lo desideri che l’onorevole rappresentante del popolo italiano ha elevato l’antica metaforica  locuzione “avere la faccia come il culo” a vette mai raggiunte prima nel nostro pur dinamico Paese. Ma chiunque dovrebbe concordare con me che, dal punto di vista letterale, ella ha totalmente ragione. Uno non è tuo parente se ci vai a letto, ci fai dei figli eccetera. Ti diventa parente legale se te lo sposi (almeno credo, non mi sono mai interessata; però, a naso…). Ma anche quando ti sia parente legale, etimologicamente continua a non esserlo, perché parente ha a che fare con il parto e dunque con il sangue – il dna, se preferite. Generalmente parlando, è inconsueto che il proprio compagno sia anche un consanguineo e palesemente non era il caso della brillante parlamentare in questione. Ne consegue che lei e l’altra sono perfettamente a posto, no? (No. Si chiama “sarcasmo”.)

Vorrei anche sperare che chiunque concordasse con me che abbiamo in Parlamento esattamente le persone che ci meritiamo, come popolo. Perché siamo noi che continuiamo a riempire il Parlamento di incompetenti, di opportunisti, di ignavi, di moralisti e via dicendo. Non ci vanno da soli.

Però cerco di vedere il positivo: da monarchica, non avrei mai creduto di tenerci così tanto, al Parlamento, se non fosse per i 5S.

Forse dovrei ringraziarli con dei cioccolatini.

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