Sinodi e concili

In vista del prossimo Sinodo sulla famiglia, che propriamente si chiama III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi (5-19 ottobre 2014), sono andata a guardarmi la differenza tra i termini “concilio” e “sinodo”.

In latino, concilium significa assemblea, riunione, adunanza. In greco sýnodos significa all’incirca la stessa cosa, una riunione di persone. Inizialmente la lingua ufficiale della Chiesa era il greco e molti termini greci poi si trasferirono nella lingua latina cambiando solo la desinenza: per esempio, sýnodos divenne synodus.

Dal punto di vista etimologico, quindi, i due termini dovrebbero essere sinonimi. Ma ero abbastanza sicura che non lo fossero; solo che non avrei saputo dire la differenza.

concilio

[vc. dotta, lat. conciliu(m) ‘unione, adunanza, assemblea’, comp. di cum ‘con’ e calare ‘chiamare’ di orig. onomat. (?); av. 1292]

  1. m.

1 Assemblea dei vescovi per discutere e definire questioni in materia di fede, di costumi e di disciplina: concilio nazionale, provinciale, diocesano | Concilio ecumenico o universale, quello cui partecipano, con titolo di padri conciliari, tutti i vescovi della Chiesa per definire questioni fondamentali | Decreti, atti del concilio, deliberazioni prese nelle assemblee conciliari | Spirito del concilio, il nuovo atteggiamento assunto dalla Chiesa cattolica dopo il Concilio Vaticano II (1962-65).

2 (est.) Adunanza o riunione, anche segreta (spec. scherz.): oggi gli inquilini si sono riuniti in concilio.

sinodo (1)

[vc. dotta, dal lat. tardo synodu(m), dal gr. sýnodos ‘convegno’, comp. di sýn ‘insieme’ e hodós ‘via’; av. 1342]

  1. m. o †f.

* Riunione, consiglio, assemblea di sacerdoti, di vescovi, di prelati, per decidere su questioni normative o di fede | Sinodo ecumenico, concilio ecumenico | Sinodo episcopale, nella Chiesa cattolica, riunione dei vescovi convocata dal Pontefice | Sinodo diocesano, riunione dei canonici e sacerdoti di una diocesi | Sinodo protestante, delle Chiese evangeliche | Santo sinodo, organo sovrano che regge ciascuna delle Chiese ortodosse autocefale.

Attualmente, la differenza è questa: il termine concilio è riservato alle riunioni dei vescovi, e può essere particolare, se ha una limitazione territoriale (per esempio, l’assemblea plenaria di una Conferenza episcopale è un concilio particolare), oppure ecumenico, quando si riuniscono tutti i vescovi della Chiesa cattolica; un sinodo è una riunione di vescovi e altri membri del clero; e il Sinodo dei Vescovi è un’istituzione permanente della Chiesa cattolica.

Sempre di riunioni si tratta, però, e infatti i due termini “sinodo” e “concilio” nei secoli passati erano proprio usati come sinonimi. Questo ha dato origine a un equivoco particolare.

Esiste una leggenda secondo cui la Chiesa non ammetteva che le donne fossero esseri umani (versione alternativa: non ammetteva che avessero l’anima) e ci sarebbe voluto un concilio per decidere che invece sono esseri umani con un’anima immortale. Non c’è neanche da spiegare quanto sia illogica una simile idea: come avrebbe potuto la Chiesa battezzare creature non umane e prive di anima, conceder loro i sacramenti, perfino venerarle come sante e una addirittura come Madre di Dio? Risposta: non avrebbe potuto. Ma lo ha sempre fatto, invece, fin dai primissimi tempi.

Avrei scritto sul come, quando e perché sia nata la leggenda ma ho trovato fonti discordi o imprecise, di cui non mi fido totalmente. Posso dire da dove probabilmente deriva. Si tratta però di uno scritto che narra esattamente il contrario di quanto sostiene la leggenda, così più che un equivoco da qualche parte c’è stata una manipolazione.

La probabile origine è un aneddoto narrato da san Gregorio di Tours nella sua opera Historia Francorum (Storia dei Franchi), libro VIII, capitolo 20, dal titolo Quae in sinodo Matescense acta sunt (Quel che accadde al sinodo di Mâcon).[1]

Durante questo sinodo, racconta Gregorio, a un certo punto uno dei vescovi presenti salta su ad affermare che non si può usare il termine homo anche per le donne. Pare che questa curiosa posizione derivasse dal fatto che nel popolo si diffondeva già la tendenza a sostituire il termine vir, che indica l’uomo maschio, con il termine homo, essere umano. [2] Avrà verosimilmente sostenuto che si dovesse usare mulier (come usato negli atti del concilio del 581, per esempio) o femina.

I suoi confratelli gli risposero che no, homo indica sia i maschi sia le femmine, come si capisce dal libro della Genesi e anche dalle stesse parole di Gesù, che chiamava sé stesso Figlio dell’Uomo ma aveva preso carne solo da una donna. Gli fecero vari esempi, insomma, e il vescovo si convinse della bontà dei loro ragionamenti.

È evidente che questo aneddoto racconta l’opposto di quel che afferma la leggenda. Che è successo? La leggenda non nacque allora ma circa mille anni dopo. Sul “come e quando”, infatti, esistono un paio di versioni che si collocano nel XVI e XVII secolo.

Ma, da dovunque venga e quandunque sia nata, come è potuto succedere che qualcuno si bevesse una storia del genere? Io non sono una fan di quella teoria comunicativa per cui “più le spari grosse e più ti credono”, tendo a stimare l’intelligenza del mio prossimo un po’ più di così. Non penso che basti spararle grosse, ci vuole dell’altro. In questo caso, mi pare, c’è voluta una manipolazione verbale.

La Chiesa, nella sua storia, riconosce vari concili ecumenici, più e meno famosi ma tutti importanti per qualcosa che riguardava la Chiesa intera. Sappiamo che il Concilio Vaticano II è il più recente, sappiamo forse che prima di esso ci fu il Concilio Vaticano I (1869-1870). Quel che magari si sa di meno è che prima del Vaticano I, risalendo i secoli, non ci sono concili ecumenici fino al Concilio di Trento (1545-1563).

Tre secoli senza concili vuol dire anche tre secoli senza normalmente parlare di concili, se non al massimo per imparare che esistono i concili ecumenici. Ne consegue che, nell’uso comune, la parola “concilio” viene ad indicare solo un concilio ecumenico. Succede.

Però diventa facile, in un contesto di ignoranza dei veri significati dei termini, affermare che la Chiesa (tutta intera, cioè) ebbe bisogno di un concilio per stabilire che le donne hanno un’anima. Dicendo una cosa simile a gente interessata a pensar più male possibile dei cattolici oppure dotata di poca ragionevolezza o logica, il processo mentale che ne deriva è più o meno questo: «La Chiesa fa i concili per stabilire che cosa credere. Ma quanto sono bastardi, ‘sti papisti,[3] a dover fare un concilio per stabilire che le donne hanno un’anima! C’era bisogno di pensarci?».

La manipolazione non sta nella falsità della notizia, che non è immediatamente verificabile ma si può comprendere appunto con un po’ di logica; la “notizia” è una menzogna e basta. La manipolazione sta nell’uso del termine; rimarrebbe una manipolazione anche se la particolare notizia fosse stata vera, poiché non si riferiva a tutta la Chiesa. Nessuno può dire «guarda che era un sinodo e pure limitato» se si è perduta la nozione di quella coincidenza verbale e anche di come funzionassero le cose nella Chiesa del VI secolo.

Sarebbe facile dire che le manipolazioni (come le truffe) funzionano a causa della dabbenaggine o avidità o malanimo eccetera, di chi ascolta. Facile e non vero. Le manipolazioni funzionano essenzialmente perché la nostra natura ci porta a fidarci gli uni degli altri, se non abbiamo motivi per non fidarci. Se un pubblico, che so, di borghesi ugonotti francesi nel XVII secolo avesse letto una simile notizia nel pamphlet di un autore ugonotto in voga, a chi avrebbe creduto, alla logica che parlava in favore della Chiesa (cattolica) o allo scrittore correligionario?

Le balle si propalano così e sono manipolazioni perché approfittano non della stupidità ma della natura umana.

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Il Sinodo dei Vescovi

Il Sinodo dei Vescovi è un’istituzione permanente della Chiesa cattolica, proposta dai Padri conciliari durante il Concilio Vaticano II e attuata da S.S. Paolo VI nel 1965 con il Motu proprioApostolica sollicitudo”. Esso è descritto nel Codice di diritto canonico, nei canoni (articoli) 342-348. I suoi membri sono scelti per elezione, con modalità peculiari del Sinodo, oppure sono scelti dal Santo Padre; e sono soprattutto vescovi ma non solo.

Materiale informativo:

http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_20050309_documentation-profile_it.html

 

[1] Secondo varie fonti enciclopediche, a Mâcon (Borgogna) di “concili” ce ne fu una mezza dozzina ma san Gregorio dovrebbe riferirsi, a giudicare dai nomi che fa, al secondo Concilium Matisconense, un concilio particolare (secondo la nomenclatura attuale, ma lui lo chiama sempre sinodo) avvenuto nel 585; ciò che racconta, però, non sono i lavori del concilio ma degli episodi extra, se ho capito qualcosa degli atti che ho letto (chissà, magari no).

[2] Curiosità. Ai tempi di Dante, l’equazione uomo=maschio non era ancora compiuta, infatti egli usa sia viri (come in Inferno IV 9-10) sia uomini (Paradiso III 36) per indicare i maschi.

[3] Comunemente questo genere di favole è rivolto contro i cattolici; difficilmente ne sentirete raccontare a proposito dei calvinisti, dei luterani o dei presbiteriani.

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