Halloween Untold

Non se ne può più delle tiritere circa Halloween, Satana e le zucche vuote. E a che servono poi?

Che possa essere una festa di origine pagana, sarà da dimostrare ma non ci vedo nulla di scandaloso, i pagani erano uomini come noi, con lo stesso identico cuore, anche quando lasciavano a desiderare nelle modalità operative.

Che non faccia parte della nostra tradizione, è vero per certe forme; ma è altrettanto vero per tutti i prodotti cosiddetti tipici, inclusa la pizza margherita, e allora che facciamo, smettiamo di produrli?

Che poi sia una festa con cui occultisti e cartomanti avvicinano i giovani… be’, anche le riviste traboccano di annunci di cartomanti e non solo a fine ottobre. Mi parrebbe più utile lavorare sulle cause che sulle feste. E finché le foglie d’autunno saranno arancioni e il sangue rosso, spero che non mi tocchi più leggere o sentire che rosso e arancio sono colori del demonio.

Atteniamoci ai fatti.

Halloween, che vuol dire? Vuol dire “vigilia di Tutti i Santi”, è un termine scozzese dialettale che deriva da All Hallows’ Evehallow è un termine che indica il sacro ed è usato appunto per indicare i santi, mentre il terreno consacrato è hallowed ground.

Fatto storico: la festa di Tutti i Santi al 1° novembre è una tradizione cattolica da più di mille anni.[1]

Ipotesi: la festa di Tutti i Santi coincide nella data con una preesistente festa celtica.

Qual è la differenza tra fatto storico e ipotesi? È che del fatto storico abbiamo documenti, oltre che tradizioni popolari; l’ipotesi invece nasce da un’applicazione del ragionamento alle tradizioni o ai documenti ma di per sé non è documentata. Le ipotesi e le teorie devono sempre partire da fatti osservati ragionevolmente, altrimenti non sono ipotesi o teorie, sono fantasie.

La cosa più stupefacente, per me, è che da nessuna parte, ma dico nessuna, ho mai visto citato un documento storico per l’ipotesi che Halloween sia un’antica tradizione celtica. Per quello dico che si tratta di un’ipotesi da dimostrare, anche se ovviamente questa idea potrebbe dipendere dalla scarsità delle mie cognizioni.

O forse dipende dal fatto che i documenti non esistono? I popoli celti non scrivevano libri sulle loro tradizioni.

Invece le fonti documentali dirette per la festa di Tutti i Santi (o Ognissanti o, dalle mie parti, semplicemente “I Santi”) esistono.

Ma finché non le ho viste con i miei occhi non mi voglio sbilanciare. Ho sentito così tante balle circa il Medioevo che sono diventata un altro Tommaso, una volta non ero così. Diciamo che dovrebbero esistere fonti dirette. Sono quasi certa che esistano, perché nella Chiesa si tende a conservare ogni cosa scritta, propria o altrui, in barba al Nome della rosa. A volte qualcosa si è perso, ma non più di tanto, in proporzione al tempo e alla mole.

Posso tuttavia dedurre, da fonte indiretta, che la festa dei Santi abbia più di mille anni; perché sant’Odilone nel 998 decise che a Cluny e nei monasteri della sua congregazione si celebrasse la commemorazione dei defunti il 2 novembre, subito dopo la festa dei Santi. Questa è la traduzione del brano relativo all’istituzione, da Cathopedia:

Si decreta dal nostro padre Odilone, su richiesta e con il consenso di tutti i confratelli cluniacensi, che come in tutte le chiese di Dio di tutto il mondo si celebra la festa di Ognissanti nel primo giorno di Novembre, così presso di noi sia celebrata solennemente la commemorazione di tutti i defunti in questo modo: nel giorno di Ognissanti, dopo il capitolo, il decano e il cellerario faranno una elemosina di pane e vino a tutti i poveri che si presenteranno, come nella cena del Signore; [..] nello stesso giorno dopo i vespri si suoneranno tutte le campane e si celebrerà l’officio dei morti; la messa mattutina (quella del 2 novembre) sarà officiata solennemente e con il suono delle campane; saranno celebrate messe in privato e pubblicamente per il riposo delle anime di tutti i fedeli e sarà offerto del cibo a dodici poveri.
Statutum sancti Odilonis de defunctis, PL 142, 1037-1038
http://www.archive.org/stream/patrologiaecurs64unkngoog#page/n520/mode/1up)

In altre parole, la festa dei Santi nel 998 era già fissata al 1° novembre per la Chiesa universale, se si celebrava «in tutte le chiese di Dio di tutto il mondo». In seguito, la festa dei Morti (così si chiama da noi, che facciamo anche la Fiera dei Morti, dal 1° al 5 novembre) fu estesa anch’essa a tutta la Chiesa, ma ci volle qualche secolo.

La festa dei Santi, dunque, ha più di mille anni ma ora non so dire come e quando.

Lo scoprirò.

Troverò tutti i documenti che internet mi può offrire; e me ne può offrire tanti, specie tramite Google Libri. È un lavoro meritorio, quello di Google Libri.

Ovviamente, su Google Libri non ci sono i manoscritti dell’Alto Medioevo, che del resto non saprei leggere.[2] Ci sono però molti libri a stampa che riportano i documenti ufficiali dei sinodi e dei concili, inclusi quelli dell’Alto Medioevo. Sfortunatamente sono in latino, quindi mi ci vorrà un po’ a tradurli. Meno male che si trovano anche dei compendi in italiano.

Se non so dire come e quando, però, posso ipotizzare il perché.

La spiegazione normale è che si sia voluto sovrapporre una celebrazione cattolica a una preesistente celebrazione pagana. Questa è la normale spiegazione anche per la data del Natale, che nei primi secoli del cristianesimo peregrinava tra il 6 gennaio e il 25 marzo a seconda delle aree e delle tradizioni locali.

Che questa sia la spiegazione normale, cioè corrente, non vuol dire che sia quella vera; il mondo è pieno di spiegazioni correnti che sono anche false. Tendo a ritenere che sia probabile; certo, preferirei conoscere i fatti su cui è stata formulata. Sicuramente, l’originale Halloween, che è scozzese, aveva in sé qualcosa di pagano, perché il suo elemento principale era la divinazione, la previsione del futuro, e questo non è un elemento cristiano.[3]

Consideriamo che l’ipotesi sia veritiera ed esaminiamo il metodo.

La sovrapposizione di feste può avvenire per analogia o per contrasto. Il fulcro però è sempre lo stesso, per noi cattolici: Cristo, cioè Dio che si fa uomo, porta il compimento di ogni desiderio e anelito umano.

Don Giussani ci ha ripetuto tante volte le parole del suo professore don Gaetano Corti: che il Verbo di Dio si sia fatto carne (Vangelo di Giovanni, Prologo) significa che la bellezza si è fatta carne, che la bontà si è fatta carne, la giustizia, l’amore, la verità sono diventate carne. Don Giovanni Colombo, un altro suo insegnante del seminario, diceva sulla stessa linea: «Tutto ciò che è vero è, in qualche modo, riverbero di Cristo [che la Verità si è fatta carne o che Cristo è il compimento di tutto significano questo, appunto]; da ciò consegue che l’esperienza umana, quando emerga autenticamente, è Sua profezia e trova in Lui il punto di vista e di risoluzione ultimo».[4] Insomma, son cose che si insegnano nella Chiesa, non le ha inventate don Giussani come frutto di una sensibilità particolare, però le ha insegnate per tutta la vita; perché, come disse una volta agli amici spagnoli, avvertiva il bisogno che la fede tornasse ad «essere quello che fu nei primi secoli; la scoperta di un’umanità più umana».[5]

Uno può legittimamente non pensarla così; ma rimane il fatto che ai tempi in cui furono fissate le feste della Chiesa universale, coloro che le fissarono la pensavano così.[6]

A quei tempi si cercava, secondo l’indicazione di san Paolo, di vagliare tutto e trattenere ciò che vale. Per questo, dove era possibile e opportuno, si sostituiva per analogia. Nel far questo, però, si offriva non solo una nuova festa ma una nuova visione del mondo, un nuovo significato: la scoperta di un’umanità più umana, appunto. Cristo è il compimento anche del desiderio che gli Aztechi o i Celti stessi o altri popoli esprimevano tramite i sacrifici umani: ma sarebbe stato umano mantenere la modalità? Mi pare di no.

Questo per il “perché”.

Il resto della storia dovrà attendere.

Continua

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[1] Per questo, forse, il Principe delle tenebre pretende di colonizzarla. Ridetegli in faccia e fate opere buone.

[2] Esistono siti web che offrono le scansioni di manoscritti antichi, come la Magna Charta, il Domesday Book e altri, ma credo che i manoscritti siano piuttosto difficili da digitalizzare, o anche solo da maneggiare, perciò non mi aspetto di trovarli tanto presto su Google Libri!

[3] Questo però non prova niente, perché potrebbe anche darsi che sia accaduto il contrario: che, cioè, dopo l’istituzione universale della festa di Tutti i Santi, gli ultimi recidivi pagani abbiano deciso per motivi loro di celebrare la vigilia in maniera pagana. Fantasioso, vero? Per questo, bisogna basarsi su fatti considerati con ragionevolezza. Resta il fatto che non ho mai visto prove per nessuna delle due ipotesi.

[4] A. Savorana, Vita di don Giussani, cap. 2, Rizzoli 2013, pag. 63. Le parentesi quadre nel testo sono mie.

[5] A. Savorana, op. cit., pag. 507.

[6] Tra questo metodo e la sostituzione come elemento di un progetto di egemonia (quel che hanno fatto i sovietici, per esempio) c’è la stessa differenza che passa tra fare qualcosa perché si ha un rapporto di amore di con qualcuno o fare la stessa cosa per guadagnarci qualcosa, anche solo sentirsi dire bravo o mettersi al riparo dalle critiche.

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