I 12 giorni di Natale – Secondo giorno

Buon Natale!

Che sono i Dodici Giorni di Natale?

Noi forse non ce ne ricordiamo più molto bene, dopo la sbornia commerciale degli ultimi trenta-quarant’anni, ma Natale è il giorno in cui nasce Gesù. Possiamo anche far l’albero e il presepio l’8 dicembre, però fino al 25 dicembre non è ancora Natale. Natale è il 25 dicembre.

I dodici giorni dal 25 (incluso) al 5 gennaio sono i Dodici Giorni di Natale. Non è una divisione liturgica ma un modo popolare antico di considerare la festa. Non ho ancora capito se sia soltanto un modo anglosassone o se fosse anche continentale. Io l’ho scoperto attraverso la canzone The Twelve Days of Christmas, ma in parodia, nel telefilm Scrubs. Si tratta di una di quelle canzoni a ripetizioni cumulative, come Alla fiera dell’Est o Nella vecchia fattoria, e ha una melodia accattivante. Qui c’è una versione che mi è piaciuta molto:

youtube https://www.youtube.com/watch?v=T-cjK3f87jI&w=560&h=315%5D

Qualcuno ha affermato che la canzone fosse un’antica forma di trasmissione del catechismo cattolico quando in Inghilterra cominciarono le persecuzioni dei Tudor, ma non ci sono prove di questo – così come non ci sono prove del contrario. A me sembra più probabile che servisse per insegnare ai bambini a contare ma è solo un’ipotesi mia. D’altra parte, quelli erano tempi veramente tetri e l’immaginazione lassù è sempre stata grande, più grande della tetraggine, quindi potrebbe anche esser vero. Bisognerebbe capire su che dati si sia basato il primo che ha proposto questa spiegazione.

Non che le due cose siano in contrasto, dopotutto: magari esisteva già per insegnare ai bambini i numeri e poi qualcuno l’ha anche usata per insegnar loro il catechismo senza parere. In tal caso, la spiegazione è questa:

il vero amore (my true love) è Dio; la pernice sull’albero di pere (a partridge on a pear tree) è Gesù, il massimo dono che mai ci sia stato fatto;

le due tortore (two turtle doves) sono l’Antico e il Nuovo Testamento;

le tre galline (three french hens) sono le tre virtù teologali, fede, Speranza e Carità;

i quattro uccelli canterini (four calling birds) sono i quattro Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni;

i cinque anelli d’oro (five gold rings) sono i primi cinque libri dell’Antico Testamento, detti Pentateuco  – l’inizio della storia d’amore tra Dio e gli uomini attraverso il Popolo che lui stesso si è scelto;

le sei oche accovacciate (six geese a-laying[1]) sono i sei giorni della creazione;

i sette cigni che nuotano (seven swans a-swimming) sono i sette doni dello Spirito Santo;

le otto mungitrici (eight maids a-milking) sono le otto Beatitudini, dal Vangelo di san Matteo;

le nove signore danzanti (nine ladies dancing) sono i nove frutti dello Spirito Santo [secondo san Paolo, Lettera ai Galati 5,22; ma nel catechismo sono dodici];

i dieci signori saltellanti (ten lords a-leaping) sono i dieci comandamenti;

gli undici pifferai zufolanti (eleven pipers piping) sono gli undici Apostoli fedeli;

i dodici tamburini che suonano i tamburi (twelve drummers drumming) sono i dodici punti del Credo degli Apostoli.

Ecco un paio di link, in inglese:

The Twelve Days of Christmas, di Dennis Bratcher http://www.cresourcei.org/cy12days.html#top

The Twelve Days of Christmas: The Christmas Song, di Scott P. Richert,

http://catholicism.about.com/od/Christmas/tp/What-Are-The-Twelve-Days-Of-Christmas.htm

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La liturgia oggi ci presenta la memoria del primo martire, santo Stefano, diacono. Questo perché non ci limitiamo a pensare che Natale sia solo la festa dei buoni sentimenti.

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[1] Quella “a-” che precede il verbo è, per quanto sono riuscita a capire negli anni, un modo che si usa nella poesia (perciò anche nelle canzoni) per adattare le parole alla metrica e si lega sempre alla parola vera e propria con il trattino.

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