Ottavo giorno – Maria Santissima Madre di Dio

Buon Natale e buon anno nuovo!

Il capodanno è una delle ricorrenze più vagabonde nella storia dell’umanità ma anche una delle più antiche, perché siamo creature cicliche. Nella storia antica è legato a ricorrenze astronomiche, come i solstizi, d’inverno o di primavera, oppure a eventi ricorrenti nell’anno come l’ultimo raccolto o la prima semina della coltura principale di un luogo. Nel Medioevo lo si celebrava perlopiù in coincidenza con il Natale o l’Annunciazione (25 marzo) ma non dappertutto, c’erano anche altre date e ogni città seguiva il modo che preferiva. Non so bene quando si sia affermato il 1° gennaio come data del capodanno occidentale ma so che era già un capodanno per gli antichi Romani, i quali fino al I secolo avanti Cristo di capodanni ne ebbero due: uno a gennaio, il mese di Giano protettore di tutti gli inizi, e l’altro, quello vero e proprio, alle idi di marzo. Fu il calendario giuliano a stabilire gennaio come capodanno unico per l’antica Roma.

I cattolici oggi celebrano la festa di Maria Santissima Madre di Dio, che è per noi una delle più importanti feste dell’anno. In questo giorno ricordiamo il sì di Maria, perché quello è il momento in cui l’Eternità è entrata nella storia e nel tempo, nella vita di ogni uomo.

Non ricordo canti di Natale dedicati, perciò ho scelto il Ne timeas di Tomas Luis de Victoria. È piuttosto un canto d’Avvento che di Natale, ma si può anche considerarlo un augurio per il futuro: non avere paura.

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