Il contrario di laico

Uno dei motivi per cui i naviganti arrivano qui è che cercano “il contrario di laico”. Le statistiche però non mi dicono quale significato del termine “laico” essi abbiano in mente. Così:

1) se per laico si intende un qualunque membro della Chiesa cattolica che non sia consacrato prete o monaco/a o frate/suora, il contrario di laico è consacrato o consacrata (aggettivi usati come sostantivi); una volta era chierico, nel senso di membro del clero, ma parliamo di un bel po’ di tempo fa, oggigiorno non si usa più;

2) se per laico si intende l’aggettivo, il suo contrario è clericale oppure confessionale, dipende dal sostantivo che accompagna – per esempio, si dice “Stato laico” in contrapposizione a “Stato confessionale” ma non è corretto dire “Stato clericale”; è invece corretto dire “stato clericale” con la minuscola per indicare che uno è membro del clero, ma in tal caso “stato” indica la condizione della persona, non la nazione, e il contrario è “stato laicale”.

3) se per laico si intende il sostantivo come è usato nel gergo quotidiano dei mezzi di comunicazione – vale a dire il nome comune di qualcuno che si pregia di non prendere le mosse da un’esperienza religiosa per fare ciò che fa e affermare ciò di cui è convinto – allora il contrario non esiste.

Forse dovrei dire che non esiste ancora ma io non penso che esisterà mai.

Il fatto è che, se uno svolge la sua attività – politica o sociale o semplicemente lavorativa – partendo dalla convinzione, per esempio, che non si deve rubare, non ha molto senso chiamarlo “laico” perché la sua convinzione nasce dal Codice civile o dalla tradizione civica familiare e chiamarlo “qualcos’altro” perché essa nasce dal fatto di essere, per esempio, cattolico. L’idea di non rubare non è innanzitutto laica o confessionale o clericale; è innanzitutto una buona idea. Anche i popoli che hanno giustificato il furto e la razzia, normalmente li hanno giustificati solo verso “gli altri”, mai verso i propri simili.

L’uso attuale del termine “laico” nel senso generico di “non religioso” (il numero 3) è una sorta di auto-gratificazione che si son data tutti quelli che nella loro attività non partono dal Vangelo – il che è del tutto legittimo – ma vogliono sembrare più fighi di quelli che partono dal Vangelo – cioè da un punto di partenza che è altrettanto legittimo, come minimo.

Se non fosse così, si contenterebbero di chiamarsi laicisti, cioè sostenitori del laicismo, che è la definizione dello Zingarelli. I termini “laicismo” e “laicista” derivano dal significato numero 2 riportato sopra, non sono una corruzione del numero 3. Solo che “laicista” suona troppo come un dispregiativo o un termine ideologico (molti termini che finiscono in -ista sono dispregiativi, altri sono legati a precise ideologie) ed è chiaro che, in questi decenni di manipolazione comunicativa, a chiamarsi “laicisti” si otterrebbe meno credito.

laico
[vc. dotta, lat. eccl. laicu(m), dal gr. laikós ‘popolare’, deriv. da laós ‘popolo’; av. 1311]

A agg. (pl. m. -ci)

1 Che non fa parte del clero, che non ha ricevuto gli ordini sacerdotali.
2 Che si ispira al laicismo: idee laiche; CFR. Laicista | Stato laico, indipendente dall’autorità ecclesiastica. CONTR. Confessionale | Partito laico, non fondato su forme di dogmatismo religioso o ideologico. CFR. Clericale | (est.) Che non è rigidamente inquadrato in un’ideologia: un pensatore laico.
3 (est.) Che non appartiene all’ordine giudiziario, alla magistratura | Giudice laico, giudice popolare della Corte d’Assise | Membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura, eletto dal Parlamento.
4 †Ignorante, illetterato. CFR. Chierico, nel sign. 2.

|| laicamente, avv.
1 In modo laico, secondo il punto di vista laico; (est.) in un modo non rigidamente ideologico.
2 †Con semplicità.

B s. m. (f. -a)

1 Chi non fa parte del clero.
2 Converso, frate laico.
3 Sostenitore del laicismo.

 

laicismo
[1863]
s. m.
* Tendenza ideologica che sostiene la piena indipendenza del pensiero e dell’azione politica dei cittadini dall’autorità ecclesiastica | (est.) Atteggiamento di chi si oppone a interferenze della gerarchia ecclesiastica negli affari civili | (gener.) Laicità.

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