Il mio cane è morto per un morso di vipera

Questo post non c’entra niente
con quello che scrivo di solito.

È raro che il morso di una vipera sia letale, tranne per creature di taglia piccola o già sofferenti, magari di reni. La superficialità è più letale. Queste note servono a me per evitare certi errori in futuro; potrebbero anche servire a qualcun altro e perciò li scrivo qui – che è un posto buono come un altro per immagazzinare dati ma è meglio di altri per far sapere qualcosa.

Sabato mattina verso le 11 o 11,30, una vipera ha morso la Palli, una cagna di otto anni e mezzo anni e circa 65 kg di peso. Era una vipera di quelle che qui chiamano “aspidi” (probabilmente la Vipera aspis). A differenza delle serpi, che scappano e basta, le vipere non scappano ma fischiano quando uno si avvicina troppo al luogo in cui sono nascoste: quindi è possibile evitarle, basta sentire il fischio. Se in un bosco o vicino a una fratta sentite qualcosa fischiare, girate da un’altra parte, il mondo è abbastanza grande per tutti. Che le vipere scappino perché sono pacifiche è una sorta di mito disneyano. Ma indubbiamente hanno tanto diritto di stare nel bosco quanto ne abbiamo noi.

Io non l’ho mai sentito, il fischio – le vipere quassù sono abbastanza rare – ma mio padre dice che è bello forte. Disgraziatamente mio padre ha quasi ottant’anni ed è un po’ sordo, quindi sabato non lo ha sentito; i cani abbaiavano ma lui ha pensato che dessero la caccia a un riccio. I cani in genere sembra che non abbiano ancora imparato cosa vuol dire quel fischio, perché il veterinario dice che è comune che vadano lì a mettere il muso. La Palli è stata appunto morsa sul muso.

Siccome erano a piedi per boschi, a piedi sono tornati. Errore. Nel nostro caso non si poteva evitare; ma camminare e muoversi andrebbe limitato il più possibile. È vero che il veleno non è mortale ma bisogna cercare di mandarlo in circolo il più lentamente possibile. Se una vipera vi morde (vale per le persone come per i cani), state calmi e usate il telefono, evitate il più possibile di muovervi o fatelo con pacatezza.

Arrivati a casa, la Palli aveva il muso gonfio da entrambi i lati del naso, gli occhi semichiusi e respirava con affanno. A parte questo, non pareva stare tanto male: un cane grosso ha molto sangue, quindi il veleno si diluisce più che in un animale piccolo.

I cani stanno in casa con noi, perciò la Palli è salita in cucina. Errore: avremmo dovuto  metterla nella stalla, dove sarebbe stata comoda e avrebbe dovuto muoversi di meno per urinare e simili bisogni.

Il veterinario è venuto appena ha potuto, verso le 14, e le ha attaccato la prima flebo. Il siero antivipera non è più in commercio da molti anni, perché è stato classificato come farmaco ospedaliero e neanche i veterinari possono averlo. La cura è fatta di tante flebo per diluire il veleno, cortisone contro il gonfiore e il dolore, se necessario antibiotico e antistaminico; tutta roba che fa il veterinario. Penso che l’ideale, a poterselo permettere, sarebbe di ricoverare il cane in clinica, così lo legano e sta buono attaccato alla flebo; ma noi non ce lo potevamo permettere e comunque non abbiamo pensato che fosse necessario, perché già un altro cane era stato morso, anni fa, e l’avevamo curato a casa.

Dopo un po’, mi sembrava che la Palli volesse uscire per fare qualche bisogno e l’abbiamo portata fuori. Qui ho fatto un altro errore: perché l’abbiamo lasciata nell’atrio piastrellato e lei era troppo educata per fare i suoi bisogni sulle piastrelle. La maggior parte dei cani che ho conosciuto era così, veramente, quindi non è che non lo sapessi. Ma ho pensato che potessimo accompagnarla avanti e indietro.

Alla seconda flebo, tuttavia, in due abbiamo cercato di accompagnarla fuori con la flebo attaccata e la flebo si è staccata. Errore. Se il cane ha la flebo e si vuole alzare, si deve sempre staccare la flebo e mettere il tappo all’ago in vena. È un problema di fisica: un essere umano si può muovere con la flebo al braccio, un quadrupede non ci riesce, è quasi impossibile che la flebo regga, se non si usa moltissima cautela.

L’abbiamo riattaccata, solo che dopo un po’ ha smesso di gocciolare e non siamo riusciti a farla ripartire. Però il cane sembrava star benino, reagiva agli stimoli soliti, voleva perfino correre via con l’altro cane ad abbaiare ai passanti. Così abbiamo pensato che non stesse tanto male e abbiamo tolto la flebo che non funzionava, senza chiamare il veterinario. Errore. Le flebo vanno fatte in continuo, appena finisce una bottiglia se ne mette su un’altra. Individui diversi possono avere reazioni diverse alle tossine ma il principio è comunque diluire il veleno nel sangue. Per questo dico che la superficialità è più letale del veleno.

La flebo ha pure il problema che l’ago può uscire dalla vena pur rimanendo sotto pelle, così uno se ne accorge solo dopo un po’, perché la zona circostante si gonfia e la soluzione smette di gocciolare. A noi è successo domenica mattina. Non sapevamo che potesse accadere e non ci siamo accorti ma pochi minuti dopo è arrivato il veterinario e ci ha spiegato la cosa. Non è doloroso (almeno questo!) ma ovviamente la flebo si interrompe. Anche ad averlo saputo, non eravamo in grado di reinfilare l’ago in un’altra vena.Anche per questo, l’ideale è che il cane se ne stia fermo e buono senza andare in giro.

La sera del sabato l’avevamo fatta di nuovo salire in casa (non devo ripetere che questo è un errore) ma ovviamente a una certa ora ha voluto andar fuori come al solito e ha sceso le scale, barcollando ma da sola. Solo che poi non è voluta rientrare, nemmeno nell’atrio: si è messa fuori sul prato umido ed è rimasta lì tutta la notte. Mio padre è rimasto a sonnecchiare in poltrona, uscendo ogni tanto per convincerla a rientrare, ma è stato inutile, così a un certo punto l’ha coperta e l’ha lasciata dormire. Avremmo dovuto metterla nella stalla già alla prima flebo, se non prima: sarebbe stata al riparo, abbastanza al caldo e avrebbe potuto fare qualunque bisogno sulla paglia senza farsi scrupoli.

La Palli era il cane più scrupoloso che abbiamo mai avuto: perfino per rientrare in cucina, se la porta era socchiusa, chiedeva il permesso – a modo suo, si capisce, appoggiando la testa alla porta in modo da socchiuderla un po’ di più e manifestare la sua presenza; ma il permesso di entrare doveva venire da noi. Credo però che ogni cane abituato a non sporcare in casa si faccia degli scrupoli. Per questo bisognerebbe metterli comodi in un ambiente che non glieli faccia venire. Non regge l’argomento “eh, ma se sta male…” perché la loro reazione è esattamente la stessa dei pazienti umani allettati che non riescono a usare la padella o il pappagallo. Nelle persone è una reazione comunissima; i cani sembra che facciano lo stesso.

C’è da dire che la stalla non è proprio sotto casa, ma qualche decina di metri più in là, e ci pareva meglio da vari punti di vista tenerla vicina, così abbiamo sistemato il suo materasso nell’atrio; ma le piastrelle, come dicevo, sono anche lì. Lunedì mattina, quando già probabilmente la funzionalità renale era compromessa e l’intestino era infiammato, ha fatto degli sforzi eroici per alzarsi ma non ce la faceva (aveva una semiparalisi agli arti posteriori, un altro effetto delle tossine) e io non riuscivo ad aiutarla, a causa del peso, così abbiamo dovuto aspettare il babbo, che non c’era. In due l’abbiamo messa sul lenzuolo piegato e portata fuori; appena poggiato il lenzuolo sull’erba, ha defecato senza aspettare nemmeno mezzo secondo. Nella stalla, forse si sarebbe liberata subito.

Alla fine ce l’abbiamo portata ma era troppo tardi e stamattina il cuore le ha ceduto mentre cercavamo di farla bere un po’. Spero che si sia accorta che eravamo con lei ma non lo so. Forse lo scoprirò alla fine dei tempi, quando riavrò tutto ciò che ho amato. Che lo riavrò, lo so perché mi è stato promesso; ma nessuno ha mai chiarito le modalità esatte.

Riassumo. Se sentite un fischio nei boschi o in qualche fratta, è probabilmente una vipera: girate al largo e portate via il cane.

Ma se comunque una vipera morde il vostro cane:

a) fatelo muovere il meno possibile, in modo che il veleno entri in circolo più lentamente;

b) mettetelo in un posto comodo dove il cane possa sporcare senza farsi scrupoli – un posto che sia diverso da quelli che è stato educato a non sporcare;

c) chiamate immediatamente il veterinario, specificando quello che è successo;

d) se non potete ricoverarlo in clinica, attrezzatevi per le flebo nel posto comodo che avete scelto – una flebo deve stare circa all’altezza di una maniglia di porta, se il cane è sdraiato a terra;

c) armatevi di pazienza e cominciate a fare flebo una dopo l’altra; ci vuole pazienza perché una bottiglia da mezzo litro va giù in tre o quattro ore e bisogna stare attenti che il cane non strappi via l’ago o la cannula muovendosi;

d) non siate superficiali o approssimativi: può sembrare che il cane non stia poi così male ma in realtà è un’illusione. Ci vogliono parecchie ore prima di vedere tutti gli effetti delle tossine e c’è variabilità da un individuo all’altro, anche se gli effetti sono più o meno sempre gli stessi;

e) accarezzate molto il cane – le carezze sono una specie di antidolorifico naturale e un morso di vipera è doloroso in sé, per non parlare degli effetti. Una volta un neonatologo disse che i bimbi nati molto prematuri, ai quali ovviamente non si possono fare iniezioni o mettere flebo, piangevano di meno se venivano accarezzati, appunto per questo effetto antidolorifico delle carezze e anche della compagnia umana. E la vostra compagnia è importante per il vostro cane, anche se fosse uno di quei tipetti indipendenti che sembrano fregarsene.

Vorrei precisare che la vicinanza e le carezze fanno effetto a tutti, non solo ai neonati prematuri e ai cani, ma anche alle persone in coma o alla nonna che non ti riconosce più per l’Alzheinmer: il fatto che non vediamo il risultato non vuol dire che il risultato non ci sia, vuol solo dire che non lo vediamo. E poi, da quel che mi raccontano, a volte comunque si vede una reazione – una lacrima, uno sguardo più vivo… il punto è se siamo abbastanza attenti da vederla.
Io so che la mia Palli era contenta delle carezze perché si lagnava quando smettevo, perfino ieri sera che era in semicoma. Sono andata a dormire solo quando è sembrato che si addormentasse anche lei, perché non piangeva più se smettevo di accarezzarla. Avrei potuto scegliere di pensare che si lagnasse per altri motivi e andare a letto prima; lo avrei fatto se non avessi sentito raccontare negli anni queste altre cose.

f) fate del vostro meglio stando pronti al peggio. D’accordo, dovremmo vivere così in ogni istante ma non è facile ricordarselo; io me lo scordo costantemente. Il fatto è che un cane anziano, anche se è sempre stato sano come un pesce, come era la mia, potrebbe non farcela, così come potrebbe non farcela un cucciolo o un cane di piccola taglia. Non dipende da noi, questo; non siamo noi a decidere, possiamo solo fare il meglio che ci è possibile.

Dipende da noi, invece, decidere che non è il caso di farlo soffrire ancora. A molti non piace l’idea di sopprimere il proprio cane e io ero tra questi. Ma non avevo mai visto un cane piangere, non pensavo nemmeno che potessero fisicamente piangere; invece possono e il veterinario dice che lo fanno se sentono tanto dolore. Questa è forse la cosa che mi ha colpito di più. Non è giusto lasciarli soffrire, perché il dolore degli animali non ha lo stesso senso che ha quello dell’uomo; e per loro comunque non ha senso.

Se decidete di far addormentare per sempre il cane, lo farà il veterinario, ovviamente. Ma state lì a fargli compagnia fino alla fine, anche se doveste piangere come la Fontana di Trevi. Questo non è un problema, nessuno si scandalizzerà. E se poi qualcuno si scandalizza, son problemi suoi. Invece la vostra mancanza, per il cane, sarebbe un dolore ulteriore.

5 commenti

  1. Leggo sempre, ma non commento mai. Oggi sento di dover manifestare la mia presenza. Non ho un cane, ma per cinque minuti è stato come averlo. Grazie per i tuoi articoli e auguri di buona Pasqua,
    Elisabetta

  2. Ciao Umberta,

    la mia cagnolina di 16 kg è morta mercoledì per le conseguenze del morso di una vipera. Non mi dò pace perchè in linica veterinaria il sabato sera (è stata morsa sabato mattina) ci hanno mandato a casa perchè li per li sembrava stesse meglio quindi ha fatto solo una sacca di flebo quando siamo arrivati lì e poi ha ripreso domenica mattina (quindi praticamente 24 ore).Non so cosa pensare, se hanno sbagliato e se si poteva salvare. E’ morta poi mercoledì mattina alle 4 dopo che lunedì sera aveva anche fatto una trasfusione perchè non coagulava più. :(

    • Ciao, Mara. Mi dispiace molto per la tua cagnolina. :(
      A volte il nostro meglio non basta. Ma mi pare che abbiate fatto del vostro meglio per lei, perfino una trasfusione.
      Purtroppo, ogni individuo reagisce in maniera diversa, perché il veleno di vipera è fatto di varie componenti, quindi non credo che si possa fare molto, solo provare e osservare.

      • Mara said

        Grazie Umberta, inizio a convincermi che sia veramente così… e leggere le tue parole ed il tuo racconto mi è stato di estremo conforto.Vederla soffrire in quel modo è stato veramente tremendo, soprattutto per lei. Un saluto sincero :)

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