Che dicevo? Organizziamoci!

Sì, organizziamoci e facciamo sapere in giro con largo anticipo che (forse) andremo ad affondar barche nei porti, così:

a) gli scafisti si attrezzano e trovano altri approdi – dopotutto sono contrabbandieri;

b) altri tipi di malfattori si attrezzano e trovano la scusa che gli abbiamo affondato i pescherecci per chiedere rimborsi.

Affondare le barche non è una misura di grandissima utilità, specie da sola, ma comunque serve (più che altro come segnale che dice “non potete farvi i fatti vostri”, ma ha pure una qualche utilità pratica, visto che le barche non si trovano sotto i cavoli).

Però serve solo se le imbarcazioni vengono affondate in mare aperto, dopo averle scaricate dal loro carico di persone: così nessuno potrà dire “era un peschereccio innocente”. E non si spendono denari per mandare gente in trasferta.

Ovviamente, l’unico modo per fermare il contrabbando di qualunque cosa prevede di eliminare le cause che lo rendono desiderabile o necessario, ma di questo non importa niente a nessuno. Dopo la faccenda degli affondamenti, comincio addirittura a pensare che a qualcuno faccia comodo. Un altro po’ e diventerò una teorica del complotto.

Ho scoperto che non sono la sola a pensare che si debbano affondare in mare aperto; ma io tenterei di recuperare anche gli scafisti:

SOS SBARCHI/ L’Europa “affonda” l’Italia, INT. Fabrizio Castagnetti, Il Sussidiario venerdì 24 aprile 2015

 

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