Scienza triste o scienza tetra?

Qualche giorno fa mi sono imbattuta nel personaggio di Thomas Carlyle, un filosofo dell’Ottocento, e ho scoperto la sua definizione dell’economia politica come the dismal science, la scienza tetra. Perlomeno “scienza tetra” è la traduzione che ne ho fatto immediatamente; ma ho anche scoperto che in Italia l’espressione viene normalmente tradotta con “la scienza triste”, forse in opposizione alla “scienza gaia” che è la poesia. L’espressione di Carlyle nasce effettivamente dalla contrapposizione voluta con la scienza gaia, oltre che dalla contrapposizione alla tetraggine antiumana di Malthus e dei suoi simili; ma io non lo sapevo, perciò non sono stata condizionata da niente nella mia traduzione mentale.

Curiosamente, stamattina ho trovato proprio un articolo che parla di economia e dismal science, ovviamente traducendo l’espressione inglese con “scienza triste” perché ormai è questa la traduzione che si è affermata. L’articolo è la semi-recensione di un libro che è finito a pieno titolo nella mia chilometrica lista dei desideri. (È così lunga che mi basterebbe nemmeno un lavoro per spuntarla tutta, dovrei sposare un miliardario.)

Non faccio certo una colpa all’autore per avere usato un’espressione che è ormai codificata. Però mi chiedo – e non è la prima volta – perché a volte nel tradurre cose che poi diventeranno, appunto, codificate, si debba essere così banali e… tristi, scegliendo la soluzione più istintiva e facile.

L’aggettivo dismal non significa semplicemente “triste”, che è un aggettivo genericissimo e a volte neanche negativo – perché non è vero che ogni tristezza sia cattiva, ma questa è un’altra storia. Con dismal si indica che una cosa è triste senza speranza, desolante, angosciosa, tetra, lugubre. Va bene, sono tutte condizioni tristi ma proprio per questo si poteva fare uno sforzo in più! O no? Eh, si vede di no.

Comprendo ovviamente la necessità di una parola di poche sillabe, che è più incisiva: “la scienza lugubre” non suona bene come “la scienza triste” o “la scienza tetra”; per non dir nulla di “la scienza angosciante”, che sarebbe sembrato un insulto più che una battuta di spirito! Ma io tradurrò sempre con “la scienza tetra”, lo dico a beneficio di chi dovesse trovarsi tra le mani una traduzione mia.

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