Retorica

Il termine “retorica” ha due significati: uno proprio (che oggi è praticamente sconosciuto) e uno traslato, dispregiativo, nato per degrado dell’arte e quindi della parola, che indica una manipolazione, consapevole o inconsapevole, fatta attraverso le parole.

Per comprendere quest’ultimo, basta pensare al fatto che la signora uccisa ad Asti qualche giorno fa aveva 54 anni e son due giorni che la sento definire “ragazza”.

retorica o (raro) rettorica

[vc. dotta, lat. rhetorica(m) (artem, nom. ars), dal gr. retorike (téchne) ‘arte retorica’, f. sost. di retorikós ‘retorico’; 1261 ca.]

s. f.

1 Arte e tecnica del parlare e dello scrivere con efficacia persuasiva, secondo sistemi di regole espressive varie a seconda delle epoche e delle culture.

2 (est., spreg.) Modo di scrivere o di parlare pieno di effetti esteriori o di ampollosità, ma privo di autentico impegno intellettuale e di contenuti: un resoconto giornalistico pieno di retorica. SIN. Gonfiezza, prolissità, ridondanza.

3 (est., spreg.) Insistenza formale e superficiale in gesti, forme di vita, esaltazione di valori: la retorica dei buoni sentimenti.

4 Nell’antico ordinamento scolastico italiano, denominazione di un corso di insegnamento secondario, corrispondente grosso modo all’attuale livello liceale inferiore.

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