Antagonisti

Che significa esattamente il termine “antagonista”?

Significa avversario. Letteralmente indica uno che combatte contro un altro, ma si usa normalmente come traslato, per indicare chi si oppone a qualcuno. Non c’entra il merito né il motivo: uno può opporsi ad un altro per un motivo buono o cattivo, con merito o senza merito, e rimane un antagonista. A seconda del punto di vista, poi, uno può essere protagonista o antagonista, quindi la qualifica non dipende nemmeno da quel che fai o da quel che sei. È questione della relazione tra te e un altro.

È importante, il “qualcuno”: l’antagonista non è uno che si oppone a qualcosa, che è avversario di qualcosa, ma è proprio uno che ce l’ha con un altro e gli si pone contro.

Ieri, ascoltando il tg, che trasmetteva a intermittenza brani dei discorsi di Salvini, Meloni, Berlusconi & C. e immagini della confusione provocata da quelli che ora va di moda chiamare “gli antagonisti”, mi dicevo che in realtà sono antagonisti tutti quanti: perché in quei brandelli di discorso che sentivo non c’era qualche proposta per l’Italia e gli italiani (qualcosa), ma c’era la presa di posizione contro Renzi e il governo (qualcuno). Come c’è sempre, anche senza aspettare manifestazioni nazionali.

Non dico che non siano state fatte proposte, dico che non ne ho sentite (il che è diverso). E quel che ho sentito qualifica tutti quelli che ieri “facevano comunicazione” a Bologna – con le parole o con le spaccate – come antagonisti. Possono anche avere le migliori intenzioni e proposte del mondo; come dicevo, nel definire chi sia “antagonista” il merito non entra.

Guardare l’esperienza che sta dietro alle parole significa questo.

Chiamare “antagonisti” solo gli sbandati organizzati del tipo Black Block è l’ennesima potatura del significato di una parola quando il termine viene usato da chi li descrive; è una specie di titolo nobiliare autoconferito se viene usato su sé stessi (ma certo che in questo caso indicherebbe l’autostima di un lombrico).

 

antagonista

[vc. dotta, lat. tardo antagonista(m), dal gr. antagonistes. V. antagonismo; 1584]

A agg. (pl. m. -i)

1 Che è in contrasto, in antagonismo con altri.

2 (mecc.) Di molla che provvede a riportare l’organo mobile nelle condizioni di riposo al cessare della causa che ne ha provocato lo spostamento.

3 (anat.) Detto di muscolo che agisce in opposizione a un altro muscolo detto agonista.

4 (biol.) Detto di sostanza che possiede un’azione farmacologica o biochimica opposta a quella di un’altra: farmaco antagonista.

B s. m. e f. (pl. m. -i)

* Avversario, rivale | In un’azione drammatica, il personaggio in conflitto con il protagonista.

C s. m.

* (anat.) Muscolo antagonista.

SFUMATURE  concorrente.

 

concorrente – contendente – antagonista

Il significato di concorrente fa riferimento a una gara o a una competizione fra persone che, aspirando allo stesso scopo, cercano di superarsi a vicenda; un caso particolare di competizione è quella dell’operatore economico che cerca di prevalere su altri che svolgono la stessa attività. Contendente esprime lo stesso concetto, ma è di uso più largo, facendo riferimento a una contesa, quindi non solo a una competizione ma anche a una controversia, a una polemica. In antagonista la contrapposizione fra le parti assume una sfumatura di maggiore durezza e soprattutto esprime l’idea di un contrasto fra due soggetti, uno contro l’altro.

SFUMATURE  rivale (1).

 

rivale – avversario – oppositore – nemico

Rivale è chi compete con altri per avere qualcosa che uno soltanto può ottenere; in origine era colui che contendeva al vicino l’uso dell’acqua di un ruscello, oggi si usa soprattutto in riferimento a chi è in competizione con altri per conquistare l’amore di una persona. Avversario è invece chi sta dalla parte avversa, specialmente nello sport o in un confronto politico; ma se il rivale è in genere uno solo, gli avversari possono essere anche più d’uno contemporaneamente. Il significato di oppositore non fa riferimento a un contrasto fra persone per raggiungere uno scopo o guadagnare un obiettivo, ma a una contrapposizione di idee, principi, scelte. In nemico la rivalità, il contrasto si alimenta di sentimenti di avversione, ostilità, odio; è infatti l’unico termine a essere utilizzato per indicare le parti che si combattono in una guerra.

SFUMATURE  concorrente.

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