L’insegnamento come diritto costituzionale?

Stamattina a Roma molti insegnanti erano in piazza per chiedere che l’insegnamento sia riconosciuto come diritto costituzionale. Non si riferivano, temo, all’insegnamento come mero atto di insegnare, ma alla loro professione di insegnanti.

L’insegnamento come tale, infatti, è già un diritto costituzionale, così come è un dovere.

Sto vaneggiando? Ma nemmeno per sogno.

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

TITOLO II
RAPPORTI ETICO-SOCIALI

[…]

ART. 30.

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.
[…]

ART. 33.

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
[…]

ART. 34.

La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

(Il resto degli articoli, che ho tolto perché non era pertinente alla discussione, si può trovare qui, insieme al resto della Costituzione.)

 

Se l’insegnamento come professione – e non mi sembra probabile che quegli insegnanti chiedessero altro che questo – diventasse un diritto costituzionale, in primo luogo si scontrerebbe con l’articolo 30, quindi dovremmo assistere ad acrobazie costituzionali di un livello finora mai visto.

In secondo luogo non è tanto difficile vedere come l’insegnamento stesso diventerebbe uno strumento legale di qualunque regime, politico o culturale.

Lo è già ora, anche se molti insegnanti e docenti fanno sforzi eroici per non farsi omologare e per insegnare ai loro studenti ad essere uomini e non solo cittadini (cioè la cosa che interessa allo Stato). Figuriamoci quel che accadrebbe se gli insegnanti come tali diventassero parte della Costituzione! Sarebbe allora davvero impossibile educare i figli ad altro che ciò che s’insegna a scuola, buono o cattivo che fosse. L’articolo 30 dovrebbe sparire, altrimenti l’incompatibilità sarebbe insanabile.

Ma un diritto che cos’è di preciso? Sembra che oggi si tenda a rivendicare come “diritto” ogni cosa che salti in mente a più di due persone insieme, sia essa giusta o solo comoda o funzionale, sia essa di un genere che può diventare diritto oppure no.

Non pretendo di avere la risposta. Neanche m’interessa tanto averla per darla agli altri. Penso che sarebbe interessante cominciare a porsi la domanda.

 

 

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