A sorpresa?!

Se c’è una cosa che sicuramente la Brexit ha messo in evidenza è l’idiozia sentimentale con cui generalmente si affronta la realtà. Ovviamente l’ha messa in evidenza attraverso le parole usate.

Lasciamo perdere le Borse, che non sono una cosa seria: come diamine fai a fidarti di qualcosa che va in fibrillazione, si esalta o si deprime come una donnetta isterica? Per le Borse l’idiozia sentimentale è la modalità quotidiana, non ci perdo tempo.

Dire però che l’uscita è “a sorpresa”, che è “scioccante” o “inattesa” significa non aver ascoltato nemmeno quei pochi telegiornali che ho ascoltato io e aver voluto credere solo ciò che faceva comodo o che pareva “corretto”.

Dieci giorni fa il Leave era in testa nei sondaggi e poi è andato in testa il Remain per ragioni emotive: quando qualcuno perde la vita per qualcosa, sia pure senza volerlo, l’effetto di trascinamento c’è sempre. Siccome però è un trascinamento basato sulle emozioni, ne consegue che non è affidabile: se il giorno del voto l’emotivo si sveglia con la luna di traverso, a votare non ci va, punto.

Addirittura non è prevedibile neanche l’esito dopo attentati terroristici, che di emozioni ne suscitano senz’altro e che hanno direttamente a che fare con i governi: quelli di Ankara rafforzarono Erdogan ma quelli di Madrid fecero perdere le elezioni al governo uscente, che era sulla via di vincerle; anche se in quel caso credo che abbia avuto gran peso la falsa accusa ai separatisti baschi. Figuriamoci se è prevedibile l’esito in caso di faccende che con i governi direttamente c’entrano poco come questa.

Oltre a questo, è sconcertante sentire come ognuno fomenti le proprie paure, o magari le paure altrui, e argomenti di conseguenza. Lo facevano prima del voto, lo fanno dopo.

Poi ci sono quelli che mettono il carico di zucchero. La nostra epoca è fissata con gli zuccheri, chissà perché. Mi ha colpito molto un giornalista che sta a Londra da vent’anni, con la famiglia, e che ha detto di sentirsi un po’ meno a casa stamattina: mai sentita una cosa tanto stucchevole. Io sono stata capace di non sentirmi a casa perfino a casa mia, però non era certo per motivi di leggi e trattati! Con chi diamine parla, di solito, quello lì?

(Detto questo, il risultato del referendum non è vincolante, è comunque il Parlamento che decide. Vedremo come si comporterà il Paese che si picca d’avere inventato la democrazia rispetto al desiderio della maggioranza assoluta, benché scarna, dei suoi cittadini. Hai visto mai che il dio Quattrino vinca pure stavolta? Perché per chi ha potere è una questione di quattrini, mica di ideali e libertà e vita responsabile.)

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