Le parole che evito: italiota

Il termine “italiota”, fin dalla sua nascita, ha sempre indicato nella nostra lingua un determinato elemento della Storia: come sostantivo, gli antichi abitanti della Magna Grecia, cioè dell’Italia meridionale, e come aggettivo tutto ciò che riguarda la Magna Grecia antica.

Quando facevo il liceo, questo è il significato che appresi.

Poi è venuta fuori la moda per cui un italiano definisce gli italiani “italioti” quando fanno qualcosa che non gli garba. Non so chi abbia messo in giro questo significato spregiativo ed è possibile che sia più vecchio dei miei anni liceali; è anche possibile che il sostantivo greco da cui deriva fosse dispregiativo di suo (in tal caso sarebbe strano che sia stato usato per trarne un termine storico all’inizio dell’Ottocento, dovrò approfondire) ma è solo in seguito che l’ho sentito usare in maniera diffusa.

Per la nascita del significato dispregiativo vedo due possibilità:

* una è che sia un traslato inventato da qualcuno che disprezzava gli abitanti della Magna Grecia attuale e che abbia cominciato a usarlo prima contro di loro (come userebbe “terroni”, per capirci) e poi appunto trasportando quel significato a tutti quelli che disprezza; però mi pare poco probabile;

* l’altra, e mi pare la più verosimile, è che sia una composizione di italiano+idiota; in altre parole, chi usa il dispregiativo “italiota” sta dando dell’idiota a chiunque non la pensi come lui e nel farlo gli par d’essere figo, anche.

Se anche la genesi fosse la prima, comunque, la diffusione è stata dovuta sicuramente all’assonanza con “idiota”.

Questa è una delle parole che non uso né userei mai, ovviamente nel significato dispregiativo. Se mi trovassi a parlare degli abitanti della Magna Grecia antica, immagino che la userei.

Se invece mi irritassi (cosa non molto difficile a verificarsi) e volessi dare dell’idiota a qualcuno, gli darei dell’idiota; più probabilmente gli darei del deficiente. Ma sarebbe una cosa personale e indipendente dal suo o mio essere italiano tunisino americano o filippino. I deficienti sono universali come gli idioti e gli imbecilli. Legare un termine dispregiativo a una nazionalità non rientra nel mio genere di dispregio.

Oltre a evitarla, mi son fatta un’idea abbastanza chiara di quelli che la usano; e ho una certa tendenza a evitare anche loro.

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