-plicare

Trovo citata in un articolo la frase che segue, tratta da un libro, citato anch’esso (ma che io tacerò perché si dice il peccato e non il peccatore):

“A partire dal 1980 l’ammontare degli attivi generati dal sistema finanziario ha superato il valore del Pil dell’intero pianeta. Da allora la corsa della finanza al profitto è diventata così veloce da quintuplicare per massa di attivo l’economia reale nel giro di un trentennio”.

Meno male che sapevo già di che si trattava, altrimenti avrei capito che era accaduto l’esatto contrario di quel che è accaduto realmente. Spero che il libro non sia scritto tutto alla stessa maniera, altrimenti chiunque lo legga, o già ne sa abbastanza o si ritroverà più ignorante d’una zappa; che è uno strumento utilissimo ma non esattamente una tecnologia all’avanguardia e perciò lo si usa come paragone dell’ignoranza.

Parte dei verbi che hanno -plicare come seconda parte – quelli come moltiplicare, decuplicare, centuplicare, intendo, non quelli come supplicare o complicare – indicano la crescita, l’aumento in numero di qualcosa. Tale crescita può essere indotta da qualcos’altro e allora i verbi sono transitivi: l’azione è compiuta da un soggetto su qualcosa, che chiamiamo complemento oggetto. Se non ci interessa sottolineare il soggetti, possono essere riflessivi: moltiplicarsi, decuplicarsi, centuplicarsi eccetera.

Quando ti trovi a scrivere, normalmente non vuoi che i lettori capiscano il contrario di ciò che intendi dire; c’è anche chi se ne infischia, lo riconosco, ma in genere… E poi a chi gioverebbe ciò che scrivi, se per capirlo deve saperlo già?

Per raggiungere lo scopo, devi usare la lingua correttamente. Se non fai così, non avrai mai la certezza che i lettori capiscano. Ci sono brutti idiotismi che rimangono comunque comprensibili, come “cioè a dire”; ma già il “piuttosto che” diventa un azzardo. Quando poi si passa ai verbi, si rischia di dire stupidaggini.

Chi ha scritto quella frase intendeva dire che

i profitti delle attività finanziarie sono diventati, in trent’anni, cinque volte più grandi dei profitti dell’economia reale.

Ma questo io posso dirlo perché lo sapevo già (non basta aver letto la frase precedente, no). Quel che vi è scritto invece è che

i profitti delle attività finanziarie [soggetto] hanno fatto diventare cinque volte maggiori [verbo: quintuplicare] i profitti dell’economia reale [complemento oggetto],

cioè l’esatto contrario. Per questo ho dovuto leggerla due volte: perché non credevo ai miei occhi.

Dopo la seconda lettura mi è balzata in mente un’idea: possibile che chi ha scritto sia un fan delle corse di Formula Uno? In questo sport, infatti, siccome si corre su una pista chiusa, ad anello, a un certo punto le auto più veloci si trovano davanti quelle più lente e le sorpassano: si dice allora che le “doppiano”.

Non si dice però che le “raddoppiano”, quindi la mia ipotesi è senz’altro balzana.

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