Possibilità e probabilità

Ci sono più cose in cielo e  in terra, Orazio,
di quante ne contempli la tua filosofia.

Shakespeare, Amleto, atto I , scena V

“Possibile” e “probabile” sono due tra gli aggettivi più confusi della nostra lingua. Confusi nel senso che la gente li confonde l’uno con l’altro; di per sé sono chiarissimi. Lo stesso accade alle due categorie che ne derivano: possibilità e probabilità.

Potrei fare un giro in centro e chiedere alle persone se sono d’accordo con la frase “tutto è possibile” e penso che molte mi risponderebbero di sì. Ma penso che molte risponderebbero di no alla domanda successiva che farei, cioè se ritengono possibile che Dio diventi un uomo.

La risposta a questa domanda è l’apice della confusione tra possibile e probabile. La risposta corretta, secondo la natura delle parole e dell’esperienza umana, sarebbe «Sì, è possibile, ma non mi sembra probabile». Non decido io se una cosa è possibile o no ma stimo quanto è probabile.

possibilità

[vc. dotta, lat. tardo possibilitate(m), da possibilis ‘possibile’; 1268]

s. f.

1 Condizione, caratteristica di ciò che è possibile | Eventualità che qlco. possa verificarsi: discutere sulla possibilità di qlco. CONTR. Impossibilità, inattuabilità.

2 Capacità, facoltà: non ho la possibilità di aiutarti | Opportunità: verrò quando se ne presenti la possibilità.

3 (spec. al pl.) Ciascuno dei mezzi materiali o morali di cui si dispone: le mie possibilità sono limitate; nel limite delle nostre possibilità.

Sfumature: possibilità – casualità – probabilità

Tutto quello che può accadere o che può essere fatto è una possibilità. In casualità è invece richiamato il carattere fortuito, accidentale di un evento. Un concetto ancora diverso è espresso da probabilità che definisce il grado di verificabilità di un fatto in relazione all’esperienza pregressa.

probabile

[vc. dotta, lat. probabile(m) ‘degno di approvazione, verosimile’, da probare ‘provare’; av. 1292]

agg.

1 Che è considerato credibile, verosimile, ammissibile in base a motivi e argomenti abbastanza sicuri: è una congettura molto probabile; è probabile che ci vedremo presto; è poco probabile che arrivi in tempo | Opinione probabile, nella morale e nel diritto cattolico, quella che ha a suo favore buon fondamento, ragioni e autorità. CONTR. Improbabile.

2 †Degno d’approvazione: condotta probabile.

|| probabilmente, avv. Con buona probabilità, in modo probabile; verosimilmente: probabilmente è la risposta più adatta; probabilmente pioverà.

|| probabilità, s. f. (V.).

La possibilità riguarda l’esistenza di qualcosa in senso assoluto, è una caratteristica qualitativa e la risposta alla domanda «È possibile?» ha la forma del sì o del no.

La probabilità riguarda invece l’esistenza in senso relativo ed è una caratteristica quantitativa; alla domanda «È probabile?» si può rispondere sì o no ma subito dopo viene l’altra domanda, che è la forma compiuta e sensata di domanda sulla probabilità: «Quanto è probabile?» o anche «Quante probabilità ci sono?».

Il probabile riguarda una previsione in base a quello che già conosco per mia esperienza. Secondo l’esperienza umana, che Dio si possa fare uomo ha una probabilità vicina a zero ma è decisamente possibile.

Secondo l’esperienza umana, del resto, che un uomo potesse volare sembrava impossibile e lo era, anche: è stato impossibile finché qualcuno non ha inventato un sistema per volare.

Ho usato due esempi che, nella scala di uso di queste due categorie, stanno molto in alto ma in realtà la questione mi è venuta in mente ascoltando un tizio su La7 che parlava di Berlusconi e dei suoi probabili motivi per non andare alle elezioni, qualche giorno fa. Sono termini di uso normale e frequentissimo.

Nel parlare quotidiano, “possibile” e “probabile” sono usati come sinonimi e non c’è una percezione cosciente della differenza. Questo apre la strada alla possibilità di manipolare le persone, come racconta Orwell.

Non farsi manipolare, però, è possibile, benché non sembri poi molto probabile che i più vogliano fare la fatica. Si comincia cercando di considerare tutte le possibilità, non soltanto quelle che ci vengono in mente per prime. La mia vicina di casa si comporta così perché è una stronza (prima possibilità che mi viene in mente, se mi tocca sentirla ululare i Ramones alle 7 di mattina) o perché ha dei problemi irrisolti e non li vuole affrontare? O per qualche altro motivo?

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